«Policlinico, è l’ennesimo scandalo»

Quattro sale operatorie del Dipartimento di Emergenza e Accettazione del Policlinico Umberto I chiuse per legionella, una paziente morta a dicembre e da ieri quattro sanitari indagati. Si tratta di due medici della struttura, accusati per omissioni di referto e di due funzionari della Asl Rm/A per omissione di denuncia. I primi, accertate le cause del decesso della donna, non avrebbero trasmesso nei tempi previsti i risultati alle competenti autorità, i secondi avrebbero atteso oltre un mese prima di avvertire piazzale Clodio. E lo avrebbero fatto solo dopo la pubblicazione di vari servizi giornalistici sulla vicenda.
Il direttore generale del Policlinico Umberto I, Ubaldo Montaguti, minimizza, ma gli esponenti di tutte le forze politiche alzano il tiro. «Si tratta di un nuovo, vergognoso, attacco - dice Montaguti - l’iniziativa della Asl Roma A è del tutto ingiustificata. Gli standard di sicurezza all’Umberto I sono garantiti a tutti i livelli. Nei tre rubinetti dell’acqua, presenti nel blocco operatorio, è stato rinvenuto il sierotipo n 14 che non rappresenta certo una minaccia per l’incolumità dei pazienti. Comunque abbiamo rispettato l’iter di sicurezza, apponendo ai rubinetti dell’acqua i cosiddetti filtri assoluti che, di fatto, azzerano il rischio di contagio». «Inoltre è giusto ricordare - prosegue il manager - che negli ultimi tre anni i casi di legionella registrati al Policlinico sono stati solo cinque: questa malattia può portare alla morte solo quando (...)