Il Policlinico s'ispira alla Toyota e «raddoppia» il pronto soccorso

Nel 2008 l’ospedale avrà l’accettazione più grande della città. Con i criteri di controllo-qualità dell’industria giapponese, miglioreranno i servizi e l’utilizzo delle risorse

Marisa De Moliner

Il pronto soccorso del Policlinico raddoppia. Ci vorranno almeno tre anni perchè si trasformi nella più grande accettazione ospedaliera di Milano, ma quella pronta alla fine del 2008 sarà una struttura moderna non solo dal punto di vista estetico, ma anche nell'organizzazione. Per la sua gestione, infatti, verrà utilizzato un sistema superinnovativo preso in prestito dal controllo qualità utilizzato dalla casa automobilistica giapponese Toyota, già impiegato con successo nella gestione ospedaliera d’Oltreoceano.
L'ospedale Maggiore non avrà quindi niente da invidiare agli Stati Uniti, quindi. È quanto spera il presidente della Fondazione che fa capo all’ospedale di via Sforza, l’ex sindaco di Milano Carlo Tognoli.
«Costruiremo un grande pronto soccorso senza mai interrompere l'attività - ha detto Tognoli ieri durante la presentazione del nuovo Comitato tecnico scientifico -. Entro quest'anno sarà definito il progetto e nel 2006 inizieranno i lavori in due fasi distinte. Si comincerà con la demolizione del padiglione “Pasini”, dietro l'attuale accettazione. E, dopo la ricostruzione del nucleo centrale del padiglione, sarà proprio lì che verrà spostata tutta l'attività del pronto soccorso durante i lavori di rifacimento: alla fine, nel suo complesso, l’accettazione ospedaliera, sarà il doppio dell’attuale».
A quel punto la difficoltà maggiore sarà quella di dotarsi del personale necessario, vista la mancanza cronica di infermieri. Questi e tutti gli altri operatori del nuovo mega-pronto soccorso verranno indirizzati nel loro lavoro in base all'innovativo modello mutuato dalla Toyota che, sotto la supervisione dello studio «Galgano», ci spiega il direttore scientifico Ferruccio Bonino «avrà il compito di migliorare le prestazioni, evitando sprechi e perdite di tempo».
«Ottimizzare l'attività non vuol dire tagliare risorse e personale - sottolinea Bonino - ma migliorarne la gestione. Un compito cui è chiamato un gruppo di sei esperti, incaricati di vagliare il lavoro del servizio di soccorso e indicare i possibili fattori di miglioramento: lo studio durerà due anni».
«Questi esperti - continua Bonino - costituiranno una sorta di cabina di regia per gli operatori del pronto soccorso impegnati nei cosiddetti “percorsi diagnostico-terapeutici” attinenti alla mission assistenziale. Tutto questo per semplificare l'accessibilità ai pazienti, ridurre i tempi d’attesa e migliorare continuamente la qualità del servizio».
L'abbinamento attività-ricerca, però, in via Francesco Sforza non è utilizzato solo per il pronto soccorso, ma anche nella ricostruzione di altri padiglioni come il «Monteggia». Mentre l’attuale sede del Dipartimento di Medicina preventiva verrà demolita e ricostruita, infatti, il personale si occuperà del possibile rilascio di materiali pericolosi (per esempio la concentrazione di fibre d'amianto)e dell’inquinamento acustico scaturiti dai lavori di costruzione dei nuovi padiglioni.