Polidori e Misiti viceministri, il governo guarda a Sud

RomaNon sono «matricole», i quattro «neopromossi» della squadra di governo. A navigare nel mare agitato della politica ci hanno fatto il callo, così come a stare al centro delle polemiche. Ma per alcuni di essi la nomina era nell’aria da tempo, sottolinea Palazzo Chigi, anche se la promozione è maturata soltanto nelle ultime ventiquattr’ore e, ovviamente, si è concretizzata quando lo scoglio della fiducia è stato superato.
Aurelio Misiti, che da sottosegretario diventa viceministro delle Infrastrutture e Trasporti, vanta un curriculum professionale lungo quanto un lenzuolo. Ingegnere idraulico e docente universitario, Misiti è un settantaseienne di Melicucco (Reggio Calabria), centro agricolo della piana di Gioia Tauro. Si è fatto le ossa nel Pci calabrese: già dalla fine degli anni Sessanta sindaco del proprio paese, segretario nazionale della Cgil Scuola e confederale della Cgil-Lazio. Presidente della municipalizzata Acea dall’83 all’87, è chiamato nel ’95 da Dini alla presidenza del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici e quindi, dal 2003, diventa commissario straordinario per le Grandi Opere del Sud. Assessore regionale nella giunta di centrodestra di Chiaravalloti, passa a Di Pietro. Irrequieto come pochi («io sono qui per fare, non per guardare, non ho altro da dare all’Italia che le mie competenze») predilige chiaramente l’attività alle diatribe politiche, e si dichiara apertamente più «fan» di Berlusconi che vicino al Pdl. L’altroieri, una sua chiacchierata scherzosa con un giornalista di Repubblica è finita sul quotidiano come intervista («Governo moribondo», il titolo forzato) e gli stava per costare assai cara. Ha imparato a navigare tra i marosi anche Catia Polidori, amica personale di Fini che pure rinunciò a votare contro il governo lo scorso 14 dicembre, rivendicando la sua coerenza nonostante i veleni seguiti a quell’improvviso cambio di casacca («Avevo aderito al Fli dicendo subito che non avrei mai votato contro il governo»). Umbra di Città di Castello, 43 anni, laureata in Economia, la nuova viceministro allo Sviluppo è un’imprenditrice.
Semplice passaggio di dicastero per il senatore lucano Guido Viceconte, 62 anni, sottosegretario all’Istruzione passato all’Interno (aveva già fatto parte dei governi Berlusconi della legislatura 2001-06). La new entry è Giuseppe Galati, cinquantenne catanzarese, avvocato, formazione dc, cinque anni con Casini poi il passaggio nelle fila Pdl nel 2008. Vanta un avveniristico sito web e il fiore all’occhiello della sua attività, la fondazione onlus «I Sud del mondo».