Al Politeama si ride ma con intelligenza

Sarà in scena fino a domenica al Politeama genovese lo spettacolo «Rumors» di Neil Simon portato in scena da Zuzzurro e Gaspare ovvero Andrea Brambilla e Nino Formicola con Eleonora D'Urso e Marco Zanutto. La coppia che da anni calca con successo le scene dei teatri italiani è tornata a Genova a grande richiesta con quello che è un comico affresco sull'alta borghesia newyorkese, fatua e pettegola. L'azione si svolge nella lussuosa casa del vice sindaco di New York e consorte dove dovrebbe svolgersi la festa di anniversario di matrimonio dei padroni di casa. Ma il party non avverrà per l'assenza dei due festeggiati: il vice sindaco rintanato nella sua camera da letto ferito ad un orecchio da un proiettile e la moglie introvabile. Pian piano arrivano gli invitati, quattro coppie di amici, che cercano prima di tutto di scoprire cosa è successo e poi di non far trapelare nulla dell'accaduto al mondo esterno in quanto l'uomo politico da proteggere è assai noto nell'intero Paese. Le cose si complicano non poco con l'arrivo di due poliziotti che stanno indagando su altri fatti accaduti nel quartiere, così nel corso della farsa si sprecano, appunto, «i pettegolezzi» del titolo.
Il divertimento è assicurato dalla maestria dei due attori. Soltanto due repliche, invece per lo spettacolo «Lampi accecanti di ovvietá» scritto e interpretato da Enrico Bertolino che sarà in scena al Politeama martedì e mercoledì prossimi. Come sfuggire al rischio di accettare come ovvie e normali, notizie o situazioni che in realtà non lo sono affatto? Sono passati due anni da quando Enrico Bertolino ha cercato di porre un rimedio al meccanismo perverso dei «luoghi comuni» proponendo con successo nei teatri italiani i primi «Lampi accecanti di ovvietà» su una realtà «che allora - come spiega Bertolino stesso - sembrava sconcertante e ai limiti del credibile. Oggi, all'alba del 2010, quella stessa realtà ha superato lo sconcerto e ha valicato i limiti dell'incredibile. È andata oltre. E insieme ad essa, anche noi. Che di quella realtà ne facciamo parte. Con le nostre paure, i nostri incubi, i nostri affetti e i nostri sogni. C'è ancora la possibilità di essere ovviamente accecanti?» . Bertolino accetta la sfida.