Politecnico in mano al prossimo rettore

Più vicina a Genova, la creazione di un Politecnico. Domani mattina una delegazione della facoltà di Ingegneria, con il preside Gianni Vernazza, presenterà al rettore Gaetano Bignardi una bozza preliminare di progetto votata all’unanimità dal consiglio di facoltà, venerdì scorso.
È solo una bozza di fattibilità, ma da essa emerge chiaramente la volontà della facoltà di distaccarsi dall’Università per diventare una realtà singola anche sul piano economico. Un sogno lontano nel tempo, che ha le proprie radici all’inizio del secolo scorso, ma che non si è mai concretizzato. Eppure anche il resto dell’Università, che vedrebbe così venir meno una fetta importante, sembra quasi convinto di lasciar andare gli Ingegneri per la propria strada che potrebbe essere molto simile a quella dei Politecnici di Milano e di Torino.
Domani, dunque, con la presentazione delle bozza al rettore Bignardi, un altro passo avanti sarà fatto, sebbene già in passato gli Ingegneri si siano pronunciati favorevolmente all’idea del Politecnico. Ma intoppi potrebbero sorgere sulla loro strada, che poi non sembra così spianata. Intanto la caduta del governo Prodi e la fine dell’incarico al Ministero dell’Università di Fabio Mussi, che si era detto favorevole all’idea non aiuta gli ingegneri genovesi, ma dall’altra parte anche la partita che si giocherà con le elezioni a luglio per il nuovo rettore. Bignardi, che fino a dicembre poteva sperare in un bis, con la nuova Finanziaria si troverebbe tagliato fuori dalla possibilità di essere rieletto, visto che avrebbe a quel punto superato il limite di età.
Per gli ingegneri un nuovo rettore potrebbe d’altro canto, essere la carta vincente. Da parte sua Bignardi, fino ad oggi, non si è detto contrario alla nascita del Politecnico, ma le difficoltà avanzate sono molte. Comunque il rettore si è detto convinto che «costituire a Genova un Politecnico sia una scelta importante e coraggiosa, che deve coinvolgere tutto il territorio, proprio per avviare lo sviluppo di un’efficace interazione tra ricerca, tecnologia e industria, rafforzando il valore e il ruolo delle formazione di alto livello già oggi presente nell’intero Ateneo».
I giochi, comunque sono tutt’altro che fatti e l’anno in corso potrebbe dimostrarsi strategico per definire una questione che, a varie riprese, è portata avanti dagli Ingegneri da decenni, senza aver mai trovato il giusto interlocutore.
Gli ingegneri, adesso, non vogliono più aspettare.