La politica degli auguri

Dimmi come fai gli auguri e ti dirò chi sei. Da sinistra a destra passando per il centro, è tutto un rimarcare la propria identità, dal vorrei-evitarlo-ma-non-posso dell’estrema sinistra, all’esplosione di immagini sacre e di frasi studiate del centro per la serie: noi siamo i veri detentori dell’augurio, alla destra quella che più destra non si può che ieri a dispetto della tradizione ha inviato non il biglietto cartaceo ma il modernissimo sms, epperò non ha potuto fare a meno di augurare a tutti anche un ritorno del fascismo, naturalmente all’urlo di «Viva l’Italia, viva il Duce». Càpita così che i comunisti, per esempio, stiano al Natale come stanno al Governo: perché devono, ma sempre rimarcando di non crederci troppo. Il «benedetto» biglietto lo hanno consegnato, e sia, epperò senza troppo farsi notare e con pochi fronzoli, buon Natale e buon anno e non una parola di più. I Verdi invece ci hanno infilato un po’ di politica, che va bene sprecar carta e quindi alberi abbattuti, ma almeno che si colga l’occasione per lanciare un messaggio utile, che pare rivolto agli alleati, chessò sull’eterna diatriba fra raccolta differenziata e inceneritore, e fa così: «Impossibile è solo una parola pronunciata da piccoli uomini che trovano più facile vivere nel mondo che gli è stato dato piuttosto che cercare di cambiarlo. Gli auguri più grandi per un 2007 in cui nulla possa essere impossibile» hanno scritto i consiglieri regionali Cristina Morelli e Carlo Vasconi.
Margherita e Udc dal canto loro hanno fatto a gara a chi meglio rappresentava lo spirito natalizio. Ha vinto Massimiliano Costa il vicepresidente della Regione che, da scout estremista, ha inviato a tutti una frase di Lord Baden Powell of Giwell che dello scoutismo fu il fondatore e che viene bene perché avverte: «Contentatevi di quello che avete, guardate il lato bello delle cose e non al lato brutto», che vista la Finanziaria del governo non ci stava male come messaggio. Ma se l’è cavata egregiamente anche Paolo Repetto il consigliere comunale dell’Udc, peccato che lo abbia fatto a sua insaputa e che infatti si sia giustificato: «Non l’ho fatto apposta, non lo sapevo». A tutti gli amici, i conoscenti e comunque a quelli di cui aveva il numero sul cellulare ha inviato un sms: «Dal più profondo del cuore i miei non troppo originali ma sentiti auguri». A lui va il secondo premio, per aver fatto scoprire ai profani della telefonia che se un sms lo si invia a un numero fisso, il telefono squilla e una voce registrata legge il testo del massaggio.