Politica economica, ratifiche e Irlanda: si cercano contromisure

Ratifiche del Trattato di Lisbona, una soluzione per la grana irlandese per ottobre e Slovacchia dentro l’euro a partire dal 2009. Dopo la batosta dei giorni scorsi, al vertice della Ue di ieri il dossier più caldo era quello di Dublino, e per ora una soluzione non è ancora stata trovata. «Non c’è una soluzione rapida alla crisi istituzionale provocata dal no degli elettori al trattato di Lisbona - ha detto il primo ministro irlandese Brian Cowen - Abbiamo bisogno di tempo per studiare che possibilità ci siano».
Tempo che puntualmente l’Europa ha concesso: se ne riparlerà a ottobre, quando è previsto un nuovo summit a Bruxelles. Li però dovranno essere trovati delle soluzioni valide. «Altrimenti avanti con un’Unione europea a due velocità - ha minacciato il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker -.- Sarebbe la conseguenza logica di un disaccordo». Ma un aiuto al trattato è arrivato dal Regno unito, dove ieri è stata approvata la ratifica.
E per dare un segnale forte ai cittadini degli Stati membri su cosa l’Ue può fare, al vertice di ieri sono stati anche varati alcuni interventi d’urgenza per sostenere finanziariamente famiglie e settori più in crisi. Provvedimenti contro il caro gasolio per sostenere autotrasportatori e pescatori, scesi in sciopero nelle ultime settimane, ma anche interventi strutturali per affrontare alla radice il problema dell'approvvigionamento energetico.
E per affrontare l’allarme prezzi è arrivato nella capitale belga anche il presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet: con un’inflazione che ormai è più vicina al 4% che al 2%, il target di riferimento di qualche mese fa, sembra alle porte un nuovo aumento dei tassi di interesse. Una stretta monetaria che dovrebbe arrivare il 3 luglio, nonostante alcuni governi, con quello francese in testa, non siano d’accordo.