Politica estera all’amatriciana: per Walter una costosa «feluca»

Il «distacco» dalla Farnesina al Campidoglio del diplomatico Marco Baccin voluto fortemente dal sindaco è già costato 730mila euro

A un costo esorbitante. Ma il Comune di Roma non poteva farne assolutamente a meno. Come un autentico primo ministro, o se preferite premier in corso d’opera, il sindaco Walter Veltroni ha nominato e avuto al fianco per 5 anni - dal 12 novembre 2001 a pochi giorni fa - il suo personale «ministro degli Esteri». A 13mila euro al mese.
Non tutti i romani lo sanno, non tutti i consiglieri comunali ne sentono ogni giorno pronunciare il cognome. Ma, insomma c’è, e fa degnamente la sua figura. Specie nei cerimoniali e nei ricevimenti. Si chiama Marco Baccin. Il suo ruolo è «sostenere e sviluppare l’immagine internazionale della città di Roma». Notti Bianche comprese. A portare alla luce la vicenda è il consigliere comunale di An, Luca Malcotti, che ha presentato un’interrogazione al sindaco. Appena rieletto, Veltroni ha manifestato l’intenzione di avvalersi ancora di lui per il secondo mandato. A giorni potrebbe essere rinnovato l’incarico. Baccin è un consulente? Ci mancherebbe. No, nelle polemiche sui consulenti d’oro, negli elenchi denunciati a più riprese dall’opposizione di centrodestra, non c’è mai finito. Il suo nome sui giornali? Mai. Neppure una riga. Con i consulenti non ha niente a che fare. Il dottor Baccin è un dipendente del ministero degli Esteri, comandato presso il Comune di Roma, su espressa indicazione di Veltroni. La Farnesina ne ha disposto il collocamento fuori ruolo. A portarlo in Campidoglio ci ha pensato la delibera di giunta n. 699 del 23 novembre 2001, titolo: «Baccin Marco. Comando presso il Comune di Roma per svolgere l’incarico di consigliere diplomatico del sindaco, in qualità di ministro plenipotenziario».
Per remunerare le sue prestazioni, il Campidoglio ha speso la modica cifra di 150.803,00 euro l’anno dal 2002 al 2005. Nel 2001, per meno di due mesi, 20.658,28 euro. Nel 2006, cinque mesi da gennaio a maggio, 75.401,50 euro. Il 15 giugno 2006 l’incarico è stato rinnovato (delibera di giunta n. 320) dal 14 giugno al 31 agosto, al costo di altri 29.000,00 euro. Tutte cifre (al lordo) desunte dal dossier sulle collaborazioni del Comune elaborato con certosina pazienza da Luca Malcotti. Un po’ tantino, magari, ma Roma caput mundi. Alla faccia della Lega, devono aver pensato al Comune. Certo, 150mila euro all’anno non sono bruscolini. Ma crepi l’avarizia.
In compenso che cosa ha fatto in cinque anni Baccin? Che cosa negli ultimi mesi, a luglio e agosto? Qui si brancola nel buio. A manifestare curiosità, però, non si fa peccato. Qualche dubbio, via, al massimo un semplice aggrottare di ciglia, niente di più. Ma la domanda sui risultati concreti raggiunti e spiattellati sulla scrivania del sindaco, sul futuro del ministro degli Esteri del prossimo candidato premier, è legittima. A pensarla allo stesso modo è appunto Malcotti, che il 6 settembre 2006 ha spedito un’interrogazione a Veltroni: «Premesso che il gabinetto del sindaco si è avvalso per tutta la scorsa consiliatura di un consigliere diplomatico per la gestione dell’immagine internazionale di Roma; che la nuova giunta ha prorogato il comando; che il comando ha un costo di oltre 13mila euro al mese. Il sottoscritto interroga il sindaco per sapere se ritenga davvero indispensabile ricorrere a detto comando o se invece le stesse attività potrebbero essere svolte con efficacia dai molti e validi dirigenti comunali senza aggravi per l’amministrazione; quali siano nel dettaglio le attività svolte in passato e da svolgere in futuro di questo consigliere diplomatico». «Altre mie interrogazioni in passato sulla vicenda - spiega Malcotti - non hanno mai avuto risposta. Il Campidoglio cerca di avere una sua politica estera? Roma è famosa nel mondo, è ovvio che debba avere rapporti con le altre capitali. Ma da qui al fatto che Veltroni si sia costruito una Farnesina personale ce ne corre».\