La politica italiana? Tutta questione di sesso

La politica italiana si divide tra ansia di prestazione e ansia da castrazione.<span class="abody"> L’uso politi­co-giudiziario del sesso riesce ad essere perfino peggio dell’uso seriale-maiale. Oggi la politica pensa in glande</span>

Visto che il sesso è diventato la metafo­ra principale della politica italiana, provo ad applicare eros alle categorie del­la politica. La politica italiana si divide tra ansia da prestazione e ansia da castra­zione. L’opposizione è unita dall’invidia del pene, nel senso freudiano e siffredia­no dell’espressione: infatti Sigmund Freud s’abbrevia in italiano volgare in Sif­fredi, Rocco Siffredi. L’opposizione si di­vide in due tronconi: la sinistra è affetta da impotentia coeundi , perché incapace di avere rapporti fattivi con la realtà; il dipietrismo è affetto invece da impoten­tia generandi , ossia è in grado di avere un rapporto penale con la realtà ma è inca­pace di produrre effetti positivi; solo pu­nitivi. Tralascio il versante omosessuale dell’opposizione perché è peccato e rea­to scherzare sui gay. È difficile pensare, come ritiene D’Alema,che l’ammucchia­ta delle impotenze possa produrre esiti fertili per l’Italia.Il terzismo oscillapoliti­camente tra una spiccata tendenza trans che rigetta la logica bipolare e una nasco­sta tendenza alla masturbazione, cioè al­la sterile autoreferenzialità. Il governo invece è affetto da priapi­smo, non riesce ad abbassare la guardia. Dal celodurismo tragico di Bossi allo spiedino misto di gnocche del premier, è tutto un tripudio di fallocrazia. Berlusco­ni viene presentato come stupror mundi , con le visitatrici stupite dalla cappella sil­vina. Se il premier è raffigurato nell’ico­nografia dei gossip (vedi Dagospia) co­me un fallo che si affaccia dai pantaloni, le opposizioni che lo assediano dal bas­so figurano come testicoli. Vi risparmio la brutale sintesi che un tassista romano ha fatto di questa immagine. A volte di­verte, più spesso rattrista descrivere così la politica; ero abituato alle analisi e alle idee. Ma in questo clima non riesco a mantenere la serietà, così mi rifugio nel paradosso satirico e nell’allegoria ses­suale. Del resto Benigni ispira l’opposi­zione più di Sartori. Perfino Famiglia cri­stiana gode per la nemesi dei tribunali composti con criteri sessisti.L’uso politi­co- giudiziario del sesso riesce ad essere perfino peggio dell’uso seriale-maiale. Oggi la politica pensa in glande.