La politica milanese? Ormai si fa (solo) su Facebook

«Dopo il diluvio di post di ieri oggi messaggio estivo neutro e banale: quando piove ci si bagna se non si ha l’ombrello. Così dovreste essere tutti d’accordo... Spero». Nell’era di Facebook anche l’attivissimo presidente della commissione Sicurezza Mirko Mazzali, quello di Sinistra ecologia e libertà che al Pd non piace un granché, chiede un attimo di tregua. Perché il vento nuovo di Pisapia, insieme alle bandiere arancioni ha portato soprattutto un novo modo di raccontare e soprattutto commentare quel che s’è fatto e quel che si farà a Palazzo Marino. E così i social network sono ormai diventati la vera voce di giunta e consiglieri. Luoghi in cui comunicare con «amici» (si chiamano così i contatti nel mondo virtuale) ed elettori. Magari potenziali. Da raggiungere in modo molto più diretto rispetto ai tradizionali comunicati stampa sulla carta intestata di Palazzo Marino o le interviste. Con il sito Internet del Comune che sembra già roba d’archeologia. Tanto che proprio su Facebook è finito l’annuncio del sindaco Giuliano Pisapia per la nomina a commissario straordinario per l’Expo. Poche righe che hanno immediatamente informato i 115.349 a cui «piace» il profilo «Giuliano Pisapia sindaco X Milano». Un piccolo esercito raggiunto con un solo click e soprattutto senza nessuna mediazione. E, per di più, con la possibilità di commento. Come ieri sotto il post con il discorso del vicesindaco Maria Grazia Guida alla commemorazione dei martiri partigiani a piazzale Loreto. «Mio nonno è uno di quei 15 martiri e mio papà era là stamattina, senza nulla togliere a Giuliano (in famiglia tutti lo abbiamo votato) ma l’iniziativa non è opera sua, la celebrazione c’è da anni e anni e stasera per chi vuole intervenire, alle 21 davanti al cippo c’è quella più popolare. L’anno scorso Pisapia da cittadino qualunque partecipò». Testimonianza diretta.
Mentre nel centrodestra è Giulio Gallera ad aprire il profilo fb alle proteste dei milanesi dopo le nuove tasse introdotte da Pisapia. Una valanga i post di protesta. Ma la bacheca è anche il luogo dove rivelare inconfessabili dubbi e tormenti. Come l’assessore Stefano Boeri la notte prima del voto su Expo. «Care amiche e cari amici so che fb non deve essere una finestra su un diario privato. Ma dopo questi mesi in cui ho raccontato idee, successi, sconfitte, emozioni, bene, vi racconto che stasera sono in grande difficoltà... Domani mi aspetta una giunta su Expo, un giunta in cui credo moltissimo che deve decidere su un accordo di programma che non condivido. Difficile. Ciao». Parole dure, impossibili da mettere in un comunicato. Quasi che, ormai, la politica corra su due binari. Paralleli. Quello ufficiale in cui i toni sono felpati e accomodanti ispirati alla real politik e quello virtuale. Dove si può finalmente dire ciò che si pensa. E che proprio per questo diventa più reale del reale. Come per l’assessore Lucia De Cesaris dopo l’annuncio della magliette anti-Ecopass della Lega («Hai votato Pisapia, paga e tas»). «Hanno la faccia come il... Ma si ricordano o no che c’è stato un referendum, che hanno straperso e poi si rendono conto o no di cosa sta facendo il loro governo???». E le polemiche sono assicurate. Come quella scoppiata nel profilo di Mazzali sull’apertura notturna del parco delle Basiliche proposta da Pierfrancesco Majorino. «Almeno quello dovrebbe senz’altro rimanere chiuso - scrive un “amico” - Era il maggior mercato di spaccio di eroina in Lombardia. E, aperto, lo ritornerebbe certamente... La location è perfetta». Perché in rete la polemica è senza rete.