La politica non decide, l'Italia si difende

Il pacchetto sicurezza non viene approvato in cdm. I cittadini fanno da soli: <strong><a href="/a.pic1?ID=215627" target="_blank">Genova su YouTube</a></strong>, <strong><a href="/a.pic1?ID=215631" target="_blank"><font color="#ff6600">Roma video col telefonino</font></a></strong>, <strong><a href="/a.pic1?ID=215630" target="_blank">Milano e le mamme coraggio</a></strong>

Mentre in Consiglio dei ministri salta l’accordo sul pacchetto sicurezza, ai cittadini saltano i nervi. Il ministro degli Interni Giuliano Amato si augura che le nuove norme «vengano approvate la settimana prossima». Il presidente della Camera Fausto Bertinotti avverte: «Ma prima bisogna bonificare la società». Insomma, chiacchiere. E la gente è esasperata: non c’è città che non sia ostaggio di violenze, soprusi, degrado, criminalità. Le metropoli sono squallidi teatri di incuria, quando va bene. Quando va male di delinquenza, spaccio di droga, prostituzione, rapine. Spesso ci scappa il morto. La gente non si sente sicura, protetta, difesa. Così, mentre il Palazzo si avvita su discussioni di principio (sindaco-sceriffo sì, sindaco-sceriffo no) e si spacca pensando più al proprio simbolo di partito che non al benessere del cittadino, il cittadino s’arrangia. E lo fa alzando la voce, smascherando l’assenza dello Stato. La gente, armata di videotelefonini o telecamere, diventa detective antidegrado a Roma, Milano, Napoli. Si registra ciò che accade sotto casa e poi si mette on line. Uno zoom sull’emergenza sicurezza che tutti possono vedere. Tutti tranne quelli che dovrebbero vedere.