La politica si ferma in ricordo delle vittime

Condanna degli attentati. Solidarietà alle vittime e al popolo inglese. Messaggi di cordoglio inviati all’ambasciatore inglese in Italia, Ivor Roberts, e al console generale inglese a Milano, Richard Northern. Anche la giornata politica milanese è stata stravolta dagli attacchi terroristici che ieri mattina hanno colpito la rete della metropolitana e gli autobus di Londra.
Ieri era in programma a Palazzo Marino il consiglio comunale. Dopo l’apertura, dedicata proprio agli attentanti londinesi, i politici hanno osservato un minuto di silenzio. Quindi tutti i capigruppo hanno concordato la sospensione della seduta. Seduta sospesa anche a Palazzo Isimbardi, dove ieri pomeriggio era in corso di svolgimento il consiglio provinciale. Prima è arrivata la condanna dell’attacco terroristico da parte del presidente Vincenzo Ortolina, quindi è stato osservato un minuto di silenzio per commemorare le vittime della strage. Poi, su richiesta del capogruppo di minoranza Bruno Dapei (Forza Italia), ma dopo alcune resistenze dei gruppi di maggioranza che avrebbero voluto proseguire i lavori, anche la seduta del consiglio provinciale è stata sospesa.
E questa mattina, alle 10, prima dell’inizio del Consiglio regionale, anche il Pirellone ha disposto un minuto di silenzio nel ricordo della tragedia che ha colpito Londra.
Ieri sera, invece, alle 18, i sindacati confederali si sono ritrovati in piazza San Babila per dire «no» al terrorismo. Alla manifestazione hanno aderito anche esponenti dei partiti di centrosinistra, tra gli altri il presidente della Provincia, Filippo Penati. «Siamo tutti londinesi, contro il terrorismo per la vita e per la democrazia», questo lo slogan scandito più volte dai manifestanti e riportato su uno striscione. Il presidio si è presto trasformato spontaneamente in un corteo e ha sfilato lungo corso Vittorio Emanuele giungendo davanti alla sede del consolato britannico, in via San Paolo. Le persone scese in piazza hanno voluto manifestare solidarietà e dolore al console generale per il grave lutto che ha colpito tutta la Gran Bretagna.