Politica violenta La Russa aggredito e leghisti assediati nel gazebo

(...) Scatta insieme agli uomini della scorta in borghese. Lo spagnolo viene spinto contro la vetrata di un negozio. C’è una colluttazione, e Bornacin lo colpisce. Più tardi conferma: «Non mi sembrava il caso di lasciarlo fare fino a colpire il ministro. Non ce l’ha fatta perché è stato fermato prima. L’ho visto spingere con le mani in basso verso i poliziotti - spiega - E non mi sembrava neppure il caso che venissero feriti dei poliziotti se è per questo. L’Italia è un Paese in cui un ministro che sceglie di fare un giro senza interminabili codazzi viene aggredito in pieno centro storico di una città come Genova. Una cosa del genere non è mai accaduta, neppure negli anni più pesanti».
Il riferimento alle «mani in basso verso i poliziotti» non è casuale. I precedenti timori di Bornacin erano legati al fatto che l’uomo fosse armato. E nel suo marsupio i carabinieri che lo hanno poi preso in consegna gli hanno in effetti trovato due lunghi cacciaviti e un tronchese. «Oggetti atti ad offendere», li chiameranno nella denuncia a piede libero contro l’anarco-insurrezionalista spagnolo.
L’episodio è un break in una giornata comunque distesa. Perché La Russa arriva alla Commenda verso le 3 del pomeriggio, «scortato» da Bornacin e da Gianni Plinio. Subito viene accolto dai residenti, dai membri del comitato «Orgoglio di Pré», dal rettore della Commenda. Padre Maurizio lo invita a visitare la chiesa e gli chiede «uno sforzo per favorire l’integrazione delle cellule sane degli immigrati nei vicoli». Il ministro La Russa si rende disponibile a organizzare anche un incontro e prosegue la passeggiata per verificare la situazione.
Buffetti agli immigrati
Plinio presenta a La Russa «gli eroici amici» del bar Pippo, poi il ministro stringe la mano agli orefici accanto e alla cinesina che dal bazar di fronte gli si fa incontro sorridente. È quasi un’ovazione quando il piccolo drappello passa davanti a tre nordafricani. «Ciao ministro», salutano i giovani di colore. «Ciao, ragazzi, fate i bravi mi raccomando», replica La Russa. È solo il primo incontro con gli immigrati nei vicoli, in pochi metri ne seguiranno altri, sempre con un La Russa scatenato e disponibile a buffetti e battute: «Tu sei clandestino? No? Sicuro? Mmmh... Tu non farti vedere in giro, stai attento».
«Oltre il muro» di Berlino
Anche subito dopo aver risolto il caso dell’aggressione, La Russa arriva al Palazzo Ducale. Non imita Dario Franceschini che il giorno prima ha visto gli spazi dedicati a De André, si infila direttamente alla mostra «Oltre il muro. Tutto il teatro in un manifesto. Polonia 1989/2009» organizzata dal regista Sergio Maifredi. È una tappa veloce, ma senza l’assillo delle domande.
Incontro al Porto Antico
Torna a parlare dell’episodio di via Pré quando arriva al Jolly Hotel Marina. «Il pugno di Bornacin? Non l’ho visto. Ma chi lo ha detto? Lo stesso Bornacin? Ah, allora ho capito tutto. No, no scrivete pure che smentisco Bornacin - scherza per sdrammatizzare, poi torna serio - Effettivamente mi aveva detto già qualche minuto prima che c’era un tipo che non gli piaceva. Si vede che ci ha voluto dimostrare di essere ancora un baldo giovane. Lo crediamo sulla parola». Il suo cellulare squilla in continuazione. Arriva anche la telefonata di Renato Schifani dalla Russia. «Ma cosa avete scritto sulle agenzie? - domanda il ministro - Qui c’è tutta Italia che mi chiama preoccupata. Fossero questi i pericoli che ho corso nella mia vita, mi sarei divertito sempre... Piuttosto ringrazio gli agenti e i carabinieri intervenuti senza abusare della violenza.
«Non arrestatelo»
Saputo che ad aggredirlo era stato un anarchico pregiudicato, La Russa ribadisce il concetto: «Mi auguro che non lo arrestino e mi farebbe piacere sapere se è sano di mente. Nel caso vorrei parlargli, capire le motivazione di questo suo tentativo di aggressione».
Il consiglio agli ex combattenti
Poco dopo La Russa incontra i rappresentanti delle associazioni d’Arma, i reduci di guerra, sfrattati dalle loro sedi. «Non uscite da quei locali, non vi fate trovare fuori - suggerisce il ministro - Sennò non rientrate più. Se restate dentro vedremo di parlare con le autorità competenti. Aspettate giugno, datemi tempo». Poi si rivolge a Plinio e gli chiede di fargli da «agenda» per ricordarsi la cosa.
Stasera a Rapallo
Per nulla turbato per la giornata genovese, questa sera alle 21 La Russa chiuderà la duegiorni ligure a Rapallo dove al Gran Caffé e poi sul lungomare incontrerà i cittadini. L’unica cosa che «concede» sul rischio corso è una battuta sulla sicurezza nelle strade: «Dopo la giornata di oggi mi pare che non si possa dire che non serva più controllo del territorio».
Centri sociali contro la Lega
Per completare il quadro di tensione in città, comunque, va registrato anche un’aggressione da parte di un gruppo di no global al banchetto della Lega che raccoglieva firme per le ronde. Il gazebo è stato a lungo circondato da polizia e carabinieri in difesa dei militanti leghisti.