Quelle tre nuove "prove" contro Stasi

L'accusa sfodera altre armi: un palmo insanguinato, la posizione del viso di Chiara e l'auto di Alberto

Milano - L'impronta netta del palmo di una mano insanguinato. Un volto di ragazza coperto di sangue fino a renderlo irriconoscibile. Una perizia sbagliata. Tre nuove prove che per l'accusa inchiodano Alberto Stasi alle sue responsabilità, e che lo indicano aldilà di ogni dubbio come l'assassino di Chiara Poggi, ammazzata nella sua casa di Garlasco il 13 agosto 2007. Oggi, penultima udienza del processo a Stasi, la parola tocca ai suoi difensori. Ma il procuratore generale Laura Barbaini non ha considerato chiuso il suo compito con la requisitoria del 25 novembre e la richiesta di trent'anni di carcere per il fidanzato della ragazza uccisa. In questi giorni ha continuato a leggere, scavare, scrivere. E questa mattina i giudici e i giurati riceveranno le tre nuove memorie d'accusa. Comunque vada a finire resterà senza risposta la domanda sul perché tutto questo sia stato fatto solo ora e non sette anni fa.

Non ha lavorato solo per incastrare Alberto, la dottoressa Barbaini. Ha frugato anche sulle piste alternative - che sono sempre esistite - dando la caccia alla vecchia bici di un cugino di Chiara, lambito dalle indagini: alla fine la bici è stata trovata, a Napoli, ma non corrisponde all'identikit di quella dell'assassino; e comunque per l'ora del delitto, per come l'hanno fissata le ultime perizie, il cugino ha un alibi, che è stato verificato di nuovo, e ha retto. Così, oggi come sette anni fa, l'unico colpevole possibile per la pubblica accusa resta il bocconiano dagli occhi celesti. Non c'è una prova regina che lo accusi, ma il quadro di insieme per il pg è inequivocabile.

La prima memoria riguarda le perizie sulla Golf di Stasi: se i fatti fossero andati come racconta lui, dice in sostanza la Procura, il giovanotto avrebbe inevitabilmente macchiato di sangue il tappetino della Golf nel viaggio verso la caserma dei carabinieri. La seconda aggiunge un nuovo, impressionante dettaglio alla scena del crimine: sul pigiama di Chiara non c'erano solo le impronte digitali dell'assassino, ma anche il palmo della sua mano, lasciato impresso quando la povera ragazza venne trascinata lungo le scale di casa. La sentenza di primo grado ipotizzava che l'assassino potesse non essersi sporcato le mani, e non dava quindi importanza alle impronte di Stasi trovate sul dispenser del sapone nel bagno. Le impronte digitali e il segno della mano scoperti dalla Barbaini smontano questa tesi: l'assassino dovette lavarsi. «Essendo Chiara il principale fruitore del bagno ci si aspetterebbe di rinvenire le impronte di Chiara in numero consistente e pochi contati relativi a Stasi che è invece fruitore occasionale. L'assenza di impronte di Chiara Poggi e la presenza del Dna della stessa sul dispenser conducono inevitabilmente alla conclusone che il dispenser sia stato oggetto di un'opera di pulizia da parte dell'assassino. Ma a questo punto non è più giustificabile che siano rimaste le due impronte di Stasi e non le impronte di Chiara e neppure le impronte di un ipotetico assassino diverso da Stasi se non individuando l'assassino in Stasi, cioè proprio in colui che per ultimo ha toccato il dispenser e vi ha lasciato le due impronte dell'anulare destro dopo aver lavato via le precedenti».

La terza memoria d'accusa, corredata da foto terribili, è forse la più pesante. Perché mostra la scena del delitto in due versioni. Una, crudamente illuminata dai flash. L'altra, alla luce naturale, come sarebbe apparsa a Stasi se davvero fosse arrivato in casa di Chiara all'ora di pranzo. Nell'immagine senza flash, il volto della ragazza è poco più che una macchia scura, coperta quasi per intero dal sangue colato dalle ferite. Eppure Stasi nelle sue prime dichiarazioni ai carabineri disse: «La parte destra non era coperta da sangue né tantomeno da capelli, anzi preciso che constatavo il colore nitido della sua pelle che era chiaro». La spiegazione per il pg è una sola: «Nell'immediatezza della caduta, nella prima mattinata, la parte destra del volto era pulita ed integralmente visibile, come viene descritta da Stasi». Stasi, insomma, sta descrivendo la scena non delle 13 ma quella di molte ore prima. Quando aveva appena ucciso Chiara.

Commenti
Ritratto di CaptainHaddock

CaptainHaddock

Mer, 03/12/2014 - 09:28

La signora Ermenegilda Balabiott, nota casalinga appassionata di delitti e castighi, fervente spettatrice della monnezza mediatica che accompagna i casi giudiziari, nonché forcaiola convinta, l'aveva sempre sostenuto. Ma nessuno le ha mai dato retta. Che peccato, aha aha...

Klotz1960

Mer, 03/12/2014 - 09:34

E' stracolpevole, come evidente fin dall'inizio. NOn dovrebbe mai piu' uscire dal carcere.

marygio

Mer, 03/12/2014 - 10:14

colpevole. non c'è il minimo dubbio.mentre per la franzoni provo pena questo vorrei vederlo marcire in galera. ma siamo in italia. in italia ormai vai in galera solo per stalking. perchè? perchè lo stalking fa moda

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gianniverde

Mer, 03/12/2014 - 10:36

State tranquilli la nostra supermagistratura farà piena luce.!!C'è di mezzo il cav?? No!! E allora..........................

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dbell56

Mer, 03/12/2014 - 11:00

Però è strano! Manca il movente, in realtà. Finchè si è fidanzati uno può sempre decidere di andare via, lasciando l'altro senza rancore. Non vedo Stasi colpevole. Piuttosto, gli inquirenti e i magistrati, hanno vagliato altre possibilità? Mi sembra tutto così fuori dalle righe se non addirittura, singolare! Perchè dovrei uccidere se posso lasciare tranquillamente la mia ragazza, se nel frattempo mi accorgo di non amarla più? Boh!!

gigi0000

Mer, 03/12/2014 - 11:18

Una persona, per quanto antipatica ed indisponente, dev'essere condannata soltanto sulla base di prove certe oltre ogni ragionevole dubbio. In tutti i casi mediatici, da 10 anni a questa parte, ho l'impressione che i magistrati abbiano condannato dei povericristi innocenti, tanto per trovare un capro espiatorio e non far la figura degli incapaci.

Klotz1960

Mer, 03/12/2014 - 11:20

Dbell56, a parte che un criminale ragiona diversamente, ma in ogni caso, quando la tua ragazza scopre che hai file pedo-pornografici, e ripeto, PEDO-pornografici, e non ha alcuna intenzione di stare zitta, in un piccolo paesino in cui tutti si conoscono.....

Giovanmario

Mer, 03/12/2014 - 12:14

ormai non resta che rinchiuderlo e buttare la chiave nella indifferenziata.. a far compagnia alle scarpe sporche di sangue..

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dbell56

Mer, 03/12/2014 - 13:17

Klotz1960, ciò che descrivi come movente è di una inconsistenza più unica che rara. Proprio da colpevolista un tanto al chilo e da magistratura italiana fancazzista!

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stock47

Mer, 03/12/2014 - 17:49

Solite cretinate. Scoprono adesso delle impronte, dopo 7 anni che stavano lì? Da ridere! Scoprono tracce di DNA dell'omicida sotto le unghie della vittima adesso dopo 7 anni? Fantascienza criminale! Gli va di sprecare soldi dei contribuenti e di far dannare quel poveraccio di Stasi, lo stanno rosolando a fuoco lento.

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sekhmet

Mer, 03/12/2014 - 18:30

Non c'ero e quindi non so come siano andate le cose. Né colpevolista, né innocentista. Voglio però precisare che quello che vede un occhio umano è ben diverso da ciò che colgono un obiettivo fotografico, una pellicola o, forse peggio, un sensore. La terza memoria d'accusa, che presenta foto a luce naturale, si presta ad una facile demolizione. Boh, se la vedano PM e difensori. Sekhmet.