Quella lettera ai due leader. Decisivo il Papa argentino

Papa Francesco l'estate scorsa scrisse a Barack Obama e Raul Castro. Due giorni fa l'incontro Kerry-Parolin a Roma

Se a Giovanni Paolo II si deve il merito di aver contribuito ad abbattere il Muro di Berlino, a Papa Francesco si deve quello di aver aiutato ad abbattere un altro muro, quello tra Stati Uniti e Cuba. Decisiva, infatti, è stata una lettera scritta la scorsa estate dal Papa argentino, di suo pugno, e indirizzata ai presidenti Barack Obama e Raul Castro. E poi un susseguirsi di incontri tra la delegazione vaticana e quelle statunitensi e cubana.

Ruolo fondamentale, sotto traccia, durato mesi e mesi, del Vaticano e di Papa Bergoglio in primis . I risultati sono la liberazione di Alan Gross, il contractor americano detenuto per cinque anni a Cuba; la riapertura delle relazioni diplomatiche tra Stati Uniti e Cuba; la fine dell'embargo.

Il Papa ha espresso «vivo compiacimento» per la «storica decisione», fa sapere il Vaticano. È un Papa che tenta di abbattere i muri ancora presenti. L'aveva fatto invitando in Vaticano Simon Peres e Abu Mazen per la questione mediorientale. Poi per la situazione in Ucraina con una lettera a Putin. Ora di nuovo sulla questione cubana. Un ruolo discreto ma cruciale quello svolto dal Vaticano.

«Il Papa ha favorito l'incontro tra i due presidenti - commenta al Giornale il sostituto alla segreteria di Stato, monsignor Angelo Becciu, nunzio a Cuba fino a 4 anni fa - la sua è stata una intuizione meravigliosa. È una giornata di soddisfazione per tutti noi e soprattutto per il popolo cubano. C'era bisogno per l'Isola di aprirsi al mondo e offrire nuovi orizzonti al Paese. Il Papa ci sta insegnando la diplomazia ispirata al Vangelo, quella del dialogo, dell'apertura, del rispetto gli uni degli altri e i fatti gli stanno dando ragione». Lunedì scorso l'incontro tra il segretario di Stato americano John Kerry e il cardinale Pietro Parolin, braccio destro del Papa. Un incontro che, probabilmente, ha sciolto gli ultimi nodi sulle relazioni Usa-Cuba. D'altronde non è un mistero che il Vaticano guardi con attenzione all'Isola, visitata da Giovanni Paolo II nel 1998 (storico fu l'incontro con Fidel Castro) e poi da Benedetto XVI nel 2012.