Per May la notte più lunga dopo la sfida a Ue e inglesi

Le certezze del primo ministro hanno rischiato di vacillare con l'erosione del suo enorme vantaggio

Vista la sofferenza, da oggi chiamatela Madre Teresa, d'Inghilterra. Una donna sola al comando, in fuga, piena di vitamine, non c'entra il diabete che l'affligge da sempre. Una nuova Thatcher? Per niente, anzi. Più che di ferro, oggi è di stagno, sicura delle proprie insicurezze, sfidando l'Europa prima, e il proprio Paese, dopo. Indecisa a tutto, Theresa Won't, Theresa Mayday Mayday, una richiesta di ultimo soccorso, ieri giovedì otto di giugno, Saint William di York, morto avvelenato dopo aver bevuto la pozione maligna nel calice della Messa, per opera dell'arcidiacono Osberto. Theresa June, non più soltanto May, ha rischiato di finire con il santo di York.

In verità non è stato un arcidiacono a crearle turbamento ma lei medesima ad avvelenarsi in queste ultime settimane, bruciando il vantaggio netto che l'aveva vista presentarsi, spavalda come lei sa essere quando è necessario, il diciotto di aprile, e annunciare le elezioni anticipate, per ottenere il mandato necessario a negoziare l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europa, la Brexit sancita dal referendum popolare del giugno scorso. Lo aveva fatto con molta riluttanza, un po' choosy, schizzinosa ma, alla fine, determinata per combattere i malmostosi dell'opposizione, decisi a cambiare la decisione referendaria.

Poi sono, però, accadute alcune cose, gli attentati terroristici hanno portato morte ma fatto sbandare il popolo inglese, comunque abituato al sangue, sudore e lacrime ma almeno contro un nemico visibile. Westminster e il London Bridge hanno segnato il tempo. Theresa enough is enough quando è troppo è troppo, è dunque diventata Theresa Sly, nel senso di furba, astuta, avendo capito, brava ma lenta, che la situazione stava per sfuggirle di mano, forse le era proprio volata via, nel Tamigi come, purtroppo, è successo alle vittime dei tagliagola assassini. Il duello con Geremia Corbyn si è acceso di colpo, Coral, Betfair e Paddy Power, le tre agenzie più importanti di scommesse, hanno dovuto riscrivere le quote minuto per minuto, anche ieri, dal mattino alle 7 fino alle 10 di sera, momento di chiusura dei seggi. Theresa May era indicata come Primo Ministro a 3 contro 1, Corbyn a 18 volte la quota. Non c'era partita ma la partita c'è stata, eccome. Per merito di Corbyn? Direi per sbandamento della Theresa May Not (piacerebbe a De Magistris? Oh no) la quale, a un certo punto della giornata, erano le cinque, tea time, veniva data dai nostri opinionisti, come The-Resa, dunque alle prese con una sconfitta clamorosa, Tehresexit, May end. E gli exit poll hanno ribadito l'extra time di questa consultazione. Il Parlamento è paralizzato, in stallo (per favore non «impiccato» come qualcuno traduce goffamente la locuzione), come già accaduto 11 volte in 115 anni. Oggi nessuno dei due candidati ha la maggioranza necessaria per governare, i Lib Dem non sono disponibili a patti, coalizioni, offerte. La giornata era andata via con strani presentimenti: Lady May si era presentata, con passo deciso, al seggio di Sonning, nel Maidenhead, calzando le immancabili scarpette leopardate, un pantalone blu e una giacca a un bottone, abbastanza stretta, portava una collana medievale su camiciola bianca. Al suo fianco, il marito Philip, nell'occasione sosia di Woody Allen, in quanto a calzature e abbigliamento casualissimo. Nello stesso seggio si era appalesato anche il candidato indipendente, Bobby «Elmo» Smith, con mascotte vestita come il Muppet con voce squillante, subito allontanata dalla security del primo ministro.

Il rivale laburista, Jeremy Corbyn, aveva esibito, nel sito di Islington, una spavalda cravatta rossa, tipo Trump, con coccarda al petto, pure quella rossa con sfumatura gialla.

Ultimi fotogrammi diurni, prima del ribaltone serale. Oggi venerdì, giorno di paga. Si ritirano le sterline e si corre al pub. Madre Theresa ha passato una amara, lunghissima nottata. Jeremy Corbyn ha tenuto cravatta e coccarda pronte per nuove sfilate. L'Inghilterra uscita dalle urne ha cambiato opinione rispetto all'Inghilterra che vuole uscire dall'Europa. Si riaffaccia il dubbio scespiriano: essere o non essere, in Europa? Amleto-May deve risolvere il dilemma. Dimettersi o continuare. La notte ha sciolto la questione.