450 chilogrammi di esplosivo per avvisare l'Italia: bomba al nostro consolato del Cairo fa un morto

Una potente esplosione ha colpito il Consolato italiano al Cairo, uccidendo un passante e ferendo nove persone. Nessun italiano è rimasto coinvolto. Erano le sei e mezza del mattino quando l'esplosione ha scosso la città. L'edificio era vuoto. La facciata rossa e bianca di uno degli edifici più conosciuti della capitale è collassata. Secondo fonti della sicurezza potrebbe essersi trattato di un'autobomba o di un ordigno esplosivo nascosto sotto un'automobile e detonato a distanza, 450 chili di esplosivo L'attentato è stato rivendicato dallo Stato islamico. Da due mesi, in Egitto si registrano attacchi, esplosioni, assalti armati contro forze dell'ordine di gruppi della galassia islamista. É la prima volta che l'obiettivo è una sede diplomatica straniera, solitamente i target sono legati al regime. Due settimane fa è stato ucciso il procuratore generale Hisham Barakat, architetto della repressione giuridica che dal 2013, quando è stato deposto il presidente dei Fratelli musulmani Mohammed Morsi, ha portato all'arresto di centinaia di membri dell'organizzazione. A preoccupare è soprattutto la situazione nel Sinai. Il primo luglio, attacchi coordinati hanno fatto decine di vittime tra le forze di sicurezza. Gruppi come Ansar Beit Al Maqdis nel Sinai hanno giurato fedeltà allo Stato islamico. Il premier Matteo Renzi ha telefonato al presidente Abdelfattah Al Sisi: «L'Italia sa che quella contro il terrorismo è una sfida enorme che segna in profondità la storia del nostro tempo - ha detto - Non lasceremo solo l'Egitto».