Il 48% di tutti i casi di morbillo si verifica in Italia e Romania

Dati allarmanti in Europa: troppo pochi i vaccinati. Il nostro Paese fa peggio di Tanzania e Botswana

Roma - Sulle vaccinazioni l'Italia fa peggio della Tanzania e del Botswana. Il monito dell'Organizzazione Mondiale della Sanità è pesante per il nostro paese che insieme alla Romania raccoglie il 48 per cento dei casi di morbillo di tutta l'Europa.

Un record negativo che rappresenta un stigma tanto più per un paese turistico come il nostro. Basti pensare che un mesetto fa gli Usa ci hanno indicato tra i paesi a rischio per la salute a causa dell'epidemia di morbillo.

Nell'ultimo rapporto dell'Oms World Health Statistics, pubblicato giusto un paio di giorni fa, si evidenzia che non solo le coperture italiane sono tra le più basse d'Europa ma pure che ci sono paesi africani che fanno meglio. Su tetano, pertosse e difterite i dati del rapporto, riferiti al 2015, indicano una copertura del 93 per cento che non è solo fra le più basse della regione Europea ma viene pure superata anche dai migliori paesi africani: Rwanda e Tanzania, 98, Eritrea, Botswana e Algeria, 94.

La crisi, sottolinea il documento, non riguarda solo il nostro paese. «I miglioramenti che si erano visti nelle coperture globali tra il 2000 e il 2010 hanno avuto un rallentamento tra il 2010 e il 2015», è scritto nel Rapporto.

Ed infatti già nel 2015 l'Oms richiamò l'Italia evidenziano la preoccupante decrescita del numero di persone vaccinate. Un richiamo però rimasto inascoltato. Non stupisce che le istituzioni sanitarie abbiano deciso di prendere un'iniziativa forte come quella dell'obbligo per frequentare la scuola.

A preoccupare in particolare l'epidemia di morbillo che ha segnato 2.395 casi dall'inizio dell'anno. Segnalazioni che si concentrano in sette regioni: Piemonte, Lazio, Lombardia, Toscana, Abruzzo, Veneto e Sicilia.

Tra gli ammalati l'89 per cento non era vaccinato e il 7 aveva ricevuto solo una dose di vaccino. Colpisce anche l'età media degli infettati: 27 anni, piutosto alta. La maggior parte dei casi, il 73 per cento,è stata segnalata in persone di età maggiore o uguale a 15 anni. Ma il dato ritenuto più preoccupante dalle istituzioni è quello dei 197 casi segnalati tra operatori sanitari. Ecco perché un'altra ipotesi in campo è quella di obbligare medici ed infermieri a vaccinarsi.

La campagna dell'Oms provax chiarisce perchè la profilassi è necessaria. L'immunizzazione attraverso lo strumento dei vaccini è l'unico modo certo per proteggersi dalle malattie.

Visto che alcune malattie sono considerate quasi scomparse molti ritengono sia inutile vaccinarsi ma l'Oms raccomanda la prevenzione anche quando il rischio è basso perché se la popolazione smette di vaccinarsi, malattie mortali debellate ritorneranno. Infine l'Oms ribadisce ancora una volta che non esiste alcuna correlazione tra vaccini e autismo.

Commenti

Raoul Pontalti

Sab, 20/05/2017 - 16:56

"L'immunizzazione attraverso lo strumento dei vaccini è l'unico modo certo per proteggersi dalle malattie" sottinteso infettive: semplicemente una bufala. Innanzitutto la vaccinazione non conferisce affatto immunità certa ma solo probabile e nemmeno per lungo tempo (vedi richiami...) stanti le diverse risposte immunitarie dei diversi individui e stanti anche le diversità sierologiche dei vaccini rispetto agli affettivi antigeni di campo (vedasi recentemente i casi di meningite da meningococco dei vaccinati contro il sierotipo B quando era in causa il sierotipo C come in Toscana) e senza contare che nel caso di eccesso di carica infettante il vaccino fa tranquillamente cilecca (rectius: il sistema immunitario). Oltre ai vaccini e ben prima dei vaccini esistono le consuete norme di profilassi diretta tese cioè ad evitare il contatto con l'agente infettivo.