A 5 anni solo in corridoio precipita dalle scale: il bambino è in fin di vita

Il bimbo è caduto dal terzo piano, operato d'urgenza. Si indaga per omessa vigilanza

Milano La Procura indaga per omessa vigilanza. E nelle prossime ore potrebbero esserci le prime iscrizioni nel registro degli indagati. «Qualcuno, in un modo o nell'altro, dovrà rispondere di quanto è accaduto» spiegano i carabinieri della compagnia Porta Monforte. Che ieri per tutto il giorno hanno cercato innanzitutto di ricostruire quanto è accaduto. E comprendere perché, all'interno di una scuola elementare, in una città come Milano, un bambino di 5 anni e mezzo possa ancora salire su una ringhiera e volare dalla tromba delle scale. Nel vuoto non sterminato ma potenzialmente letale di tre piani e undici metri d'altezza visto che, tra l'altro, le aule dell'istituto primario in questione si trovano dal secondo piano in su e il piccolo dopo l'incidente è stato ritrovato privo di conoscenza, al piano interrato, il meno uno. Senza qualcuno che abbia vigilato e potesse intervenire per impedirlo o comunque sorvegliare affinché fatti del genere non accadano. Mai.

Tra la disperazione dei suoi genitori, lo sgomento dei compagni e di tutte le famiglie che portano i loro bambini alla scuola «Giovan Battista Pirelli» in via Goffredo da Bussero 9, in zona Bicocca, alla periferia nord ovest della città, il piccolo in questione ora è ricoverato in pericolo di vita nel reparto di rianimazione dell'ospedale Niguarda. Dov'è arrivato ieri mattina poco prima delle 10 in ambulanza ed è stato immediatamente portato in sala operatoria per un intervento d'urgenza con il quale i medici hanno tentato di ridurre il severo ematoma al cervello e quindi la pressione intracranica causati dalla caduta, oltre alla frattura del bacino e a diverse lesioni interne.

Secondo la ricostruzione degli investigatori dell'Arma il bambino, durante l'ora di lezione, era uscito dall'aula al secondo piano per andare in bagno e si trovava nel corridoio da solo, come sarebbe stato confermato dalla dirigenza scolastica, dagli operatori e dagli insegnanti sentiti a verbale. Nel tornare in classe dalla toilette si è avvicinato alla ringhiera, l'ha scavalcata con agilità, ha perso l'equilibrio precipitando poi nel vuoto. Se n'è accorta immediatamente una bidella che ha sentito il tonfo. Al momento non ci sarebbero infatti testimoni diretti dell'accaduto. E alcuni genitori, che ieri saputo dell'incidente hanno raggiunto la scuola per portare a casa i figli in anticipo rispetto al normale orario di uscita, davanti all'istituto si sono interrogati a lungo su cosa abbia incuriosito il bambino al punto da indurlo a superare la balaustra. «Eppure è alta anche per un adulto, dovrebbe essere a norma» ha esclamato il padre di uno degli allievi. Che ha aggiunto: «Ma possibile non ci fosse nemmeno un bidello lungo quel corridoio che potesse tener d'occhio il piccolo?».

Sul posto sono arrivate subito due ambulanze del 118, un'auto medica e i carabinieri, che hanno bloccato il traffico su viale Suzzani per permettere ai mezzi di soccorso di raggiungere rapidamente l'ospedale.

I militari, oltre agli adulti, hanno ascoltato anche i bambini, i compagni della vittima. Il pm di Francesco Ciardi, prima di aprire il fascicolo per omessa vigilanza e lesioni colpose, ha disposto rilievi tecnici e accertamenti sulla ringhiera che è stata sequestrata per verificare che abbia i requisiti richiesti dalla normativa vigente.

«Per ragioni di privacy all'interno delle scuole non si possono installare telecamere, quindi non possiamo contare su eventuali filmati di videosorveglianza» concludono i militari che conducono l'inchiesta.

Commenti
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anticalcio

Sab, 19/10/2019 - 17:40

anche in questo caso no telecamere...lo dice l'europa!! la privacy di un bambino..ma dove sta??

Ritratto di venividi

venividi

Sab, 19/10/2019 - 17:53

Ma qualde privacy d'Egitto! Nelle scuole ci DEVONO essere delle telecamere come in altri paesi europei. La sicurezza è molto più importante della privacy di alunni ed insegnanti di una scuola elementare