Abusi in discoteca a Jesolo: preso marocchino

La vittima è una paraguayana di 17 anni. Lui dopo la violenza è tornato nel locale

Serenella Bettin

Prima la discoteca, poi lo stupro. Ancora una volta, ancora in una località balneare, ancora loro gli stupratori: gli stranieri. Dopo lo stupro choc di Rimini dove un branco di quattro aggressori ha prima picchiato a sangue lui e poi ripetutamente violentato lei, ora a finire in manette con l'accusa di violenza sessuale è un marocchino di venticinque anni, che sabato notte a Jesolo, ha violentato una ragazza appena diciassettenne.

Si sono conosciuti nella discoteca al Muretto, una di quelle che in Veneto ha segnato la storia. Una sala da ballo frequentatissima e molto conosciuta. I due si sono incontrati tra luci, musica e cocktail. Lui, venticinque anni, origini marocchine ma residente a Vicenza e lei, diciotto anni tra pochi giorni, del Paraguay ma residente a Verona. Lui l'ha corteggiata. L'ha conquistata. I due si sono piaciuti. L'ha ammaliata talmente tanto da farli uscire insieme dalla discoteca mano nella mano, come emerge dalle registrazioni delle telecamere di videosorveglianza del locale, e da farli appartare in una zona più isolata del parcheggio. Poi lui, forse volendo più, l'avrebbe stuprata.

Il nordafricano poi è tornato nel locale, continuando tranquillamente la serata con gli amici. Lei invece, in stato confusionale, è rimasta fuori e ha aspettato le amiche. Poi in lacrime ha detto: «Mi ha violentata». Le amiche hanno avvisato i gestori della discoteca che hanno dato l'allarme. Ad arrivare nel giro di breve una pattuglia dei carabinieri di Jesolo.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, lo stupro sarebbe avvenuto tra le tre e le quattro del mattino. La ragazza è stata soccorsa dal personale sanitario in servizio in discoteca, oltre che dai sanitari del Suem. Le forze dell'ordine sono riuscite a identificare l'autore della presunta violenza, anche grazie alle immagini del sistema di videosorveglianza del locale.

La ragazza è stata trasferita all'ospedale di San Donà di Piave e qui gli accertamenti e i test avrebbero confermato l'ipotesi della violenza. Per il marocchino domenica pomeriggio sono scattate le manette. Il nordafricano è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale. Poi è stato trasferito in carcere a Venezia. Oggi la convalida dell'arresto.