Accusa di omicidio volontario per il pirata della strage al bar

Il ragazzo è piantonato in ospedale. Rischia l'arresto Ma da anni la legge per questo reato è ferma in Parlamento

SalernoDavanti alle serrande del bar New Club 2000 ci sono i fiori della gente di Sassano, rose bianche e girasoli, qualche giocattolo, dei pelouche e tanti bigliettini. Sono degli amici dei fratelli Nicola, 23 anni e Giovanni Femminella, 14, Daniele Paciello, 14 e Luigi Paciello, 15, fratello di Giovanni, il conducente della Bmw nera, che domenica pomeriggio, all'ora delle partite del campionato di calcio è piombato a folle velocità sulle loro vite uccidendole.

Giovanni Paciello, 22 anni è stato fermato dai carabinieri del Reparto operativo di Salerno la notte di domenica con l'accusa di omicidio volontario plurimo. Ancora una volta una Procura forza la mano applicando il reato più grave, ma in passato, in casi simili, il tentativo è stato poi bloccato in tribunale, tornando all'ipotesi di omicidio colposo. Ieri il ministro Maurizio Lupi è tornato a parlare della legge che introduce l'omicidio stradale, come capita dopo ogni strage di questo tipo, ma la legge langue in Parlamento.

A Sassano oggi è il giorno del lutto cittadino e dell'addio ai quattro ragazzi. Saranno esequie separate, in orari e chiese diverse. L'idea di celebrare un unico funerale è stata accantonata: troppe tensioni tra le famiglie delle vittime. Anche se i Paciello hanno perso il figlio Luigi sono pur sempre i familiari dell'autore di questa spaventosa strage della strada. Dolore e risentimento, per quattro vite spezzate per la corsa folle e incomprensibile del guidatore, positivo al test alcolemico.

I militari hanno esaminato i filmati di due telecamere: una posta nella rotonda situata davanti al bar dei Femminella e l'altra lungo il rettilineo che la precedeva. Gianni Paciello, una forte passione per le auto potenti e l'alta velocità, domenica pomeriggio, dopo avere pranzato a casa con i suoi e la fidanzata, si è infilato nella sua Bmw per andare a lavorare nel bar, situato non molto distante dal «New Club 2000».

La Bmw ha raggiunto una velocità di 137 chilometri orari e ha impiegato appena 6 secondi per percorrere 270 metri. Una bravata, forse per pavoneggiarsi davanti agli amici del bar. A folle velocità Paciello è arrivato in piazza e ha tagliato l'aiuola centrale, sradicando un cartellone e travolgendo una stele eretta che ricorda il passaggio del giro d'Italia. L'impatto ha fatto compiere un volo alla Bmw, e Paciello non è riuscito nemmeno ad accennare una frenata. La potente vettura è schizzata, come impazzita, dall'altro lato della piazza ed è piombata sui quattro ragazzi che si trovavano dinanzi al bar.

Atroci i segni lasciati dal bolide mortale. Su una delle pareti di marmo situate all'ingresso del «New Club 2000» è rimasta la sagoma di un volto: li si è schiantato Luigi, il fratello del guidatore folle. Nicola e il fratello Giovanni sono morti sotto gli occhi del papà, gestore del «New Club 2000». Pochi minuti dopo è arrivato un altro padre, Franco Paciello: aveva saputo che il giovane alla guida era il figlio Giovanni. Paciello ha soccorso il figlio ma, ancora non sapeva che tra le quattro vittime ancora stese a terra, ci fosse l'altro figlio, Luigi.

Nonostante la tragedia davanti al New Club 2000 qualcuno parla di un miracolo. Un ragazzo scampato per caso alla strage, racconta: «Stavo uscendo dal bar con i miei amici, uno di loro mi ha strappato la schedina dalla mano e l'ha lanciata all'interno del locale. Sono rientrato per prenderla ma, proprio in quel momento c'è stato lo schianto che li ha uccisi. È stato il loro ultimo scherzo, mi hanno salvato la vita».