Ad Atri mancano pane e riscaldamento. Il sindaco: «Non so dove seppellire le salme»

Il sindaco del paesino di 10mila anime: "Che vergogna, ci hanno dimenticati"

Al freddo, senza luce né telefoni, da giorni. Sei. E ora «ci manca anche il pane, senza energia i fornai non possono lavorare». Il sindaco di Atri, Gabriele Astolfi, è stremato da notti in bianco in cerca di mezzi, soccorsi e uomini per liberare un paese intero sommerso da due metri e mezzo di neve. E muto, senza linee telefoniche per chiedere aiuto. Diecimila abitanti in provincia di Teramo che, da quando questa tenaglia infernale fatta di neve e scosse si è accanita sull'Abruzzo, sono isolati e senza elettricità insieme ad altre 200mila persone di altri 73 comuni, secondo l'elenco stilato dalla Protezione civile. «Non ce la facciamo più, i miei concittadini davvero non ce la fanno più». Gli alberi tranciati mozzano strade e ostruiscono vie d'accesso. I mezzi spalaneve «non bastano. La Protezione civile non ha abbastanza uomini per liberare le strade. Le ruspe non possono arrivare dove arrivano le richieste di soccorso». La caserma dei carabinieri per ore ha lottato per scongiurare l'allagamento. Ci sono tetti e garage «sfondati». «Un supermercato è crollato». La paura per le frazioni isolate. Le case in campagna, le stalle con gli animali, il centro storico: tutto è inaccessibile, se non a piedi. «Ci sono anziani e bambini bloccati nelle loro abitazioni al freddo. Alcuni di loro li abbiamo portati in braccio al riparo, ma non possiamo andare avanti così». C'è un palazzetto dello sport che si è accartocciato su se stesso, nel centro di Atri. Accanto, il Pronto soccorso e l'ospedale fanno da campo di accoglienza improvvisato che «scoppia di persone che non si possono riscaldare nelle loro case». E poi ci sono «intere frazioni in cui ancora non arriva nessuno. In centro abbiamo addirittura un defunto e da giorni non riusciamo a tumularlo - sospira Astolfi - Nessuno ci aiuta. È una vergogna». Il vicino comune di Pineto ha messo a disposizione 1.300 posti letto negli alberghi e ha organizzato un trasporto di pane e acqua potabile verso il paese. «Ma abbiamo migliaia di segnalazioni - precisa il sindaco - e abbiamo problemi con la casa di riposo, dove ci vuole un generatore». Ma è proprio a causa del monossido di carbonio di un generatore che due anziani di Brittoli, Pescara, sono morti avvelenati, nel tentativo di scaldarsi.