Addio a nonna Emma la più anziana del mondo

È morta nel sonno. Diceva: «L'elisir di lunga vita? Uova, carne e un bicchiere di vino»

La vera notizia è che i giornalisti portano jella. Nonna Emma, 117 anni portati splendidamente, aveva plurisecolarmente sempre vissuto alla grande. Poi un cronista suo compaesano le dedicò il primo articolo. E da allora - complice il primato da Guinness di donna più anziana (guai a darle della vecchia, nonna Emma diventava una belva ndr) del mondo, giornali e tv non le dettero più pace. Sempre lì, a bombardarla con le solite domande sceme: «ma qual è il suo segreto?», «ma come si sente?», «ma cosa mangia?», «cosa beve?», «ha mai fumato?». Sotto quel fuoco di fila di domande cretine, nonna Emma cominciò a vacillare. E così ieri notte, stufa di essere ulteriormente molestate da reporter geriatrici, ha deciso di togliere il disturbo. Se n'è andata in silenzio, come vorremmo fare tutti: morendo nel sonno. Lo score matusalemmico di Emma Morano si è quindi arrestato a quota 117 anni e 137 giorni. A Pallanza (Verbania), il suo paese, nonna Emma era un mito. Tutti la conoscevano e le volevano bene. Un po' la invidiavano anche, soprattutto le sue «colleghe», molto più giovani di lei, eppure piene di acciacchi. Nonna Emma, invece di acciacchi non ne aveva: non portava occhiali e si faceva il suo bel bicchiere di vino a pranzo e cena. Uova e carne non mancavano mai sulla sua tavola, alla faccia dei dietologi frutta-e-verdura. «L'erba si dà alle capre», ripetere nonna Emma, quando in famiglia cercavano di rifilarle insalata o lattuga. Nata a Civiasco in provincia di Vercelli il 29 novembre 1899, Emma aveva una canzone del cuore: «Parlami d'amore Mariù». La sua versione preferita era quella cantata da Vittorio De Sica, l'ideale di uomo: bello, elegante e di buone maniere. Un principe azzurro che Emma non aveva mai incontrato. Si era sì sposata e aveva sì avuto un figlio (perso però a soli sei mesi), ma quel marito era violento. Tanto che, ancora giovanissima, abbandonò il coniuge emancipandosi come donna (più di mille femministe messe insieme) in un'epoca in cui non esisteva neppure la parola «emancipazione»: lavorò in una industria tessile e fino a 75 anni al Collegio Santa Maria. Per lei tante onorificenze. Giorgio Napolitano le conferì il titolo di «Cavaliere»; nel 2015 giunse la benedizione di Papa Francesco. Pare che, per il suo primo pranzo in Paradiso, nonna Emma abbia chiesto uova, carne e un bicchiere di vino. Prosit.

Commenti

venco

Lun, 17/04/2017 - 12:20

Inutile scrivere se poi non pubblicano.

ziobeppe1951

Lun, 17/04/2017 - 13:12

A quanto pare,carne, uova e vino, se presi moderatamente, sono un elisir di lunga vita...mi dispiace per i vegani