Addio al (solo) nero e grigio Ora anche l'uomo si colora

Tagliatore propone blu e marrone, Paoloni i cappotti in celeste e verde, da Herno domina il giallo canarino

Firenze «Il rosso e il caffè fa bello chi non è. Per il verde col turchino ci vuole un bel visino. Blu e marrone fa subito cafone». Si potrebbe continuare all'infinito con i modi di dire che nascondono consigli e divieti sugli abbinamenti dei colori nel guardaroba. Ma nella moda ogni certezza vacilla per la velocità con cui cambiano tendenze e gusti, senza contare che le tinte più vendute sono nell'ordine nero, blu e le sfumature chiare tipo sale, sabbia e kaki. Sta di fatto che le collezioni maschili per il prossimo inverno viste al Pitti in corso fino a oggi a Firenze presentano un corale ritorno al marrone, una nuova tinta a metà strada tra verde ottanio e blu pavone, quel punto di bordeaux che Lucrezia Borgia chiamava «morello» e una serie di abbinamenti sorprendenti. «Blu e marrone fa cafone solo se non sai giocare con il tuo guardaroba e lo stesso dicasi con il color cognac stemperato nel grigio» dice Pino Lerario, direttore creativo di Tagliatore, il marchio che registra da anni una crescita a doppia cifra con buona pace di chi all'inizio non credeva nell'uso coraggioso di righe, quadri e check: i tessuti fantasia più creativi e colorati del mondo. «A volte basta poco continua un filo di cognac nei classici gessati e finestrati grigi oppure il collettino di velluto a contrasto sulla rivisitazione del cappotto Chesterfield». Insomma nel lavoro dei designer vincono i piccoli ritocchi, gli impercettibili spostamenti, la presa di distanza dagli eccessi ferma restando la ricerca di scale cromatiche contemporanee. «Stanno registrando un grande indice di gradimento i nostri nuovi cappottini di shetland in quel particolare contrasto tra celeste e verde che rinfresca disegni tradizionali come il quadrettino o il pied de poule» spiega Rossana Santioni, responsabile prodotto della collezione Paoloni mostrando anche un bellissimo paltò doppiopetto in velluto a costa roccia azzurro polveroso, una tinta che si coordina perfettamente con beige, marrone o verde. Da Herno, invece, si vedono gli abbinamenti più sensazionali nei capi della capsule collection creata in collaborazione con Pierre Louis Mascia (uno dei migliori illustratori del mondo) che comprende un piumino nero con interno poeticamente psichedelico, un lungo giubbotto militare reversibile su un immaginario mimetico lisergico oltre ad alcune sciarpe imbottite riassuntive di tutti i disegni e gli abbinamenti ideati da questo maestro del colore. Sempre da Herno c'è anche la capsule Untitled 01 creata dal vincitore del concorso Who is On Next che nel 2016 è stato l'italiano Carlo Volpi basato a Londra e con un notevolissimo talento per la maglieria. Il suo colore preferito sembra essere il giallo del canarino Titti (quello cui «sembla semple di vedele un gatto») seguito a ruota dal blu della tuta di Superman e da punte di rosso con un sapiente mix di numeri e grafiche ispirate dal mondo dei fumetti. Volpi ha sfilato ieri sera la sua collezione eponima alla Stazione Leopolda, mentre Lucio Vannotti è andato in passerella nel primo pomeriggio alla Dogana. A sorpresa anche il talentuoso e rigoroso designer bergamasco che storicamente ama bianco, nero, blu, grigio e al massimo tocchi di beige, stavolta si lancia nelle tinte forti con una sorta di tutone da casa rosso. Del resto la bella collezione che comprende giacche da pigiama allacciate da un nodo sul fianco e pantaloni conb elastico in vita, è ispirata dal cosiddetto homewear, ovvero l'abbigliamento da casa. Le tute però in purissimo cashmere si trovcano anche da Cruciani dove il nuovo punto di verde misto al blu spopola nei magnifici pullover e nelle classiche giacche punto stoffa. Sensazionale l'uso del catarifrangente da parte di Sir Paul Smith per la collezione PS presentata l'altra sera alla Dogana con un'installazione dedicata al mondo del ciclismo. Notevolissime e coloratissime le scarpe della linea Fanga marchio fondato da due giovani imprenditori, Bruno Riffeser Monti e Lorenzo Fusina, che a questo Pitti hanno presentato per la prima volta anche alcuni modelli da donna in galuchat lilla o rosso pompeiano.