Adesso il divorzio è breve ma il fallimento resta lungo

Da domani (ri)cambia l'Italia, dopo quel 1° dicembre 1970 in cui il divorzio, nel nostro Paese, fu legge (sancito poi dal referendum del 1974). Dal divorzio al divorzio breve

Non è (nemmeno) stato bello, arrivederci e grazie. Facciamola finita in fretta, se non altro. Da domani (ri)cambia l'Italia, dopo quel 1° dicembre 1970 in cui il divorzio, nel nostro Paese, fu legge (sancito poi dal referendum del 1974). Dal divorzio al divorzio breve. La fine di un'unione in centrifuga: per restringere la sofferenza, le liti, le spese, gli strappi, le indecisioni. Da tre anni (che poi si allungavano anche fino a sette) a dodici mesi (che diventano sei in caso di separazione consensuale) perché «addio» è una parola corta. E perché i fallimenti è meglio non «celebrarli» a lungo, ai fallimenti non bisogna lasciare spazio, se no si inghiottono tutto.

E il divorzio, lampo o no, è un fallimento. Via d'un fiato, allora. Tanto, statisticamente, è nel primo anno che semmai ci si ripensa, poi tutto è perso in ogni caso, perché ci si organizza, ci si abitua (sì, lo sappiamo è una parola orrenda), ci si rinnamora. Ed era proprio allora, per la legge che abbiamo avuto fin qui, fino ad oggi, che si ripiombava nell'incubo, proprio quando ci si era appena ripresi. Di nuovo davanti al giudice, agli occhi distratti che ti hanno lasciata appassire, alle punte di rancore di una voce diventata ormai insopportabile all'ascolto, al corpo che è stato tuo prima di cadere preda di altri profumi. Di nuovo lì a sentirsi turisti della vita, perché non ci sono, in fondo, tante cose che si è chiamati a far funzionare, e noi questa l'abbiamo rotta. Gli armadi vuoti e la posta respinta: se adesso c'è silenzio è perché davvero non c'è più nessuno. E non c'è nemmeno più niente da dire, che parlino gli avvocati, adesso. Per te e per lui che non siete stati capaci, che avete stracciato il patto, sfasciato tutto. Adulti mancati, dilettanti emotivi. Due che hanno fallito, che pure sono bravi per altro (chissà se per altri...), che hanno flirtato con gli inganni, che l'hanno presa alla leggera. Che non hanno difeso la casa. E tutto quello che ci stava dentro. La manutenzione, che è una forma di rispetto principalmente per se stessi. Macché...

Perciò non ci si confonda: una separazione snella (in termini di tempo e non solo) non toglie il senso della fine, accorcia solo l'agonia. La riforma, approvata in via definitiva il 22 aprile scorso, abbatte i tempi tra la separazione e il divorzio. E potrebbe non essere nemmeno finita qui, se è per questo. Presto la legge italiana potrebbe omologarsi a quella di altri Paesi europei nei quali è già possibile il divorzio diretto senza nemmeno passare per la separazione. Perché «addio» è una parola corta. Che almeno duri poco, tanto ti stinge addosso per tutta la vita.

Commenti

vince50

Lun, 25/05/2015 - 20:17

Trovo che sia molto giusto,molto meglio separati brevemente che una lunga agonia con tutto ciò che ne comporta.E smettiamola con "finchè morti non ci separi",chi lo desidera e ci riesce bene altrimenti vita nuova.C'è anche da dire che più che amore in molti casi si tratta di pura possessività,specialmente da parte di noi maschietti che la consideriamo una sconfitta.

cicikov

Lun, 25/05/2015 - 22:04

quindi era meglio prima? tutta questa tirata per dire cosa?

Ritratto di stock47

stock47

Mar, 26/05/2015 - 06:21

Finite le famiglie, finita l'Italia e il popolo italiano. Festeggiano solo gli incoscienti.

Tuthankamon

Mar, 26/05/2015 - 09:25

Il divorzio breve sembra una panacea. In realta' e' un aggravamento del disastro morale e sociale. Quando ci sono figli e pochi soldi, il divorzio breve non serve a niente. Quando ci sono tanti soldi, pure! Non c'e' nulla da festeggiare! Sara' un caso che, seppur silenziosamente, molti governi hanno avanzato proposte di leggi e norme per consolidare la famiglia (quella uomo-donna, l'unica) in quanto appare essere il modo migliore per incrementare il PIL? Guarda caso proprio i Paesi Nordici (e non solo) che erano all'avanguardia per far fuori certe leggi morali ...