Adottato da Madre Teresa: "È santa, mi ha salvato la vita"

La storia di Ciprian, disabile: "Non avevo speranza, lei mi ha battezzato e portato in Italia per curarmi"

I miracoli, Madre Teresa di Calcutta, li faceva già da viva. Lo sa bene Ciprian, un giovane romeno affetto da grave disabilità salvato grazie alla piccola suora albanese che oggi viene proclamata santa in una solenne celebrazione a piazza San Pietro da Papa Francesco.

«Se oggi sono vivo è grazie a lei - racconta il ragazzo - lei si è presa cura di me fin da subito, mi ha battezzato, mi ha portato in Italia e oggi vivo al Serafico di Assisi». La storia di Ciprian ha colpito subito Madre Teresa. Abbandonato dalla mamma alla nascita a causa della sua disabilità, il suo destino sembrava segnato in un orfanotrofio in Romania. Nato con le ossa del cranio non saldate, Ciprian trova rifugio nell'istituto e viene subito considerato «un caso incurabile». Poi l'incontro con Madre Teresa, che amava definirsi «una matita nelle mani di Dio». Le sue carezze, il suo sguardo, il suo amore che arriva agli ultimi, penetrano fino a Ciprian. Rimasta profondamente colpita dalla tragicità della storia del piccolo, decise di portarlo via con sé, in Italia. Lo fece operare al policlinico Gemelli di Roma, e cercò una famiglia che lo adottasse. Cominciò a prendersi cura di lui, ad accudirlo, finché bussò alla porta del Serafico di Assisi che lo accolse. «Da allora siamo noi la sua famiglia - dice Francesca Di Maolo, presidente dell'Istituto considerato fiore all'occhiello dell'eccellenza italiana nel campo della riabilitazione, della ricerca e dell'innovazione medico scientifica - in una società che esclude a priori la fragilità, noi diciamo e testimoniamo che la pienezza della vita è sempre possibile».

Ciprian ora ha 36 anni, ma il ricordo di Madre Teresa è sempre vivo. Quando la conobbe era praticamente in fasce, ma il suo rapporto di affetto rimane costante negli anni. «Madre Teresa è sempre nel mio cuore - racconta con emozione al Giornale il giovane originario di Tirgoviste - anche se non c'é più le voglio sempre bene. Per me è sempre stata come una mamma, le devo la vita».

Ciprian non potrà essere a San Pietro oggi per la canonizzazione a causa dei suoi problemi fisici: la mancata saldatura delle ossa del cranio non permette al cervello di svilupparsi correttamente. Cieco dall'occhio sinistro fin dalla nascita, riesce a percepire solo qualche elemento dall'occhio destro. Ma oggi, il ragazzo seguirà la celebrazione in televisione e si unirà in preghiera per rendere omaggio alla donna che l'ha salvato.

Negli anni Madre Teresa non si è mai dimenticata del suo piccolo Ciprian. Tanto che il 16 febbraio del 1993, la suora santa ha riabbracciato il giovane, diventando la sua madrina di battesimo. «Sono felice che oggi la chiesa proclami madre Teresa santa, ma per me lo era già. Mi ha salvato, le devo la vita, le devo tutto, la porterò sempre nel mio cuore».

Dal 1995 Ciprian vive al Serafico di Assisi. Qui ha iniziato una nuova vita: è diventato un attore negli spettacoli del laboratorio teatrale, un pittore al laboratorio grafico, ha percorso un tratto del cammino di Santiago de Compostela, è un campione di nuoto, al punto di vincere la medaglia d'oro alle specialità olympics nel 2014. Con un'ulteriore passione: smontare gli oggetti e ricostruirli. Ora il sogno di Ciprian è poter abbracciare Papa Francesco, il 20 settembre, quando il pontefice sarà ad Assisi. Insieme a lui tutti gli operatori lo attendono e assicurano: «Forza Francesco, ti aspettiamo qui».