Affittopoli, a rischio sfratto anche le Onlus

Ma le sentenze del Tar, per ora, le salvano. Il commissario Tronca a lavoro per una soluzione

Onlus e associazioni a rischio sfratto per colpa di Affittopoli. Si tratta di immobili dati in concessione a vari enti che avrebbero dovuto rispettare i criteri di assegnazione stabiliti dalla delibera comunale 140 che prevedeva un uso culturale o sociale. Il Campidoglio, infatti, spinto dalla Corte dei conti, ha cercato di recuperare le morosità e porre fine al “canone agevolato” di molto immobili (negozi, bar e ristoranti) ma nel “calderone” ci sono finite anche delle onlus romane molto importanti che davvero operano nel sociale e non possono permettersi affitti di mercato. Per questo ieri Viva la Vita che segue i malati di Sla, Telefono Rosa, l’associazione motulesi, sono scesi in piazza del Campidoglio, dove era presente anche la deputata Pd disabile Ileana Argentin.

Da un lato, c’è la Corte dei conti che contesta “un’ipotesi di danno erariale vista la mancanza di un provvedimento definitivo concessorio” e chiede agli uffici di pretendere dagli inquilini anche la differenza, tra il canone scontato dell’80 per cento e quello di mercato. Dall’altro, c’è il Tar che si è pronunciato a favore dell’Unione nazionale mutilati invalidi per servizio, stoppando così gli sfratti e appellandosi alla differenza tra gli immobili vincolati o meno nella destinazione d’uso. Come spiega il Corriere della Sera il commissario Francesco Paolo Tronca ieri, davanti alle onlus ha promesso “massima cautela: la legalità non può prescindere dalla solidarietà e non sarò certo io a creare problemi alle fasce più deboli della società”. In pratica, per ora non dovrebbe esserci alcuno sgombero.

Commenti

cgf

Sab, 16/04/2016 - 13:21

se solo cercassero per davvero dove cercare... l'aereo di frottolo, perché non è degl'italiani, costa, agl'italiani, 44mila euro al giorno PER RESTARE FERMO IN UN HANGAR, quanti affitti si pagherebbero?

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RindoGo

Sab, 16/04/2016 - 13:40

Le ONLUS in ogni caso andrebbero attentamente radiografate, con esami approfonditi di bilanci e finalità portate a termine, e credo che un buon 90% dovrebbe essere chiuso, con messa sotto inchiesta degli amministratori. È diventato uno dei pochi modi in Italia in cui si fa i soldi, a valanga e per pochi intimi, senza troppi controlli, coperti ufficialmente da finalità filantropiche, ambientalistiche o giustizialiste.

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mavi5247

Sab, 16/04/2016 - 14:05

le onlus possono operare anche in periferia,non c'è bisogno di avere la sede al centro di Roma!!!

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mariosirio

Sab, 16/04/2016 - 16:00

Quante case in provincia da affittare a poco.

dakia

Sab, 16/04/2016 - 16:29

dakia. Più giri di denaro, qui sta il fatto di non poter pagare affitti, denaro ne raccolgono tanto EGREGI DEL TAR, controllate che fine fa invece, dato che questa gente che lavora in detti luoghi viaggia e vive bene con i soliti piagnistei. Dov'è finita la ricerca della trasparenza nei posti che ricevono denaro pubblico, chi li amministra? Che vada a controllare la finanza prima di emettere sentenze. Pagare un affitto non è cosa da fallimento.

rossini

Sab, 16/04/2016 - 16:58

Al Prefetto, che dovrebbe essere un uomo di legge, dico che non è vero che la legalità non può prescindere dalla solidarietà. La legalità è la legalità. Punto e basta. Se si incomincia a fare distinzioni si sa da dove si parte non si sa dove si finisce. Un uomo dello Stato questo dovrebbe saperlo.

Gianca59

Dom, 17/04/2016 - 07:30

Mi spiace per le onlus,. M i piacerebbe che il Giornale facesse una bella inchiesta sulle suddette per capire come funzionano ....