Agenti, turisti ed eroi per caso: istantanee nel buio di Londra

C'è chi si è ribellato ai terroristi e chi ha dato rifugio ai passanti colpiti. E chi ha pagato cara la generosità

Londra - Sette morti, quarantotto feriti di cui ventuno in condizioni critiche. È un bilancio in continua evoluzione quello che segue il sanguinoso attacco del London Bridge. Quando ancora non si conoscono le identità delle vittime, cominciano a emergere i primi dettagli su chi non ce l'ha fatta, su chi sta lottando per la vita in una corsia d'ospedale e su chi è miracolosamente scampato alla carneficina. Tra i feriti figurano anche due poliziotti che con coraggio hanno affrontato i terroristi. Hanno riportato ferite in diverse parti del corpo ma nessuno dei due è in pericolo di vita. Tra i colpiti ci sono anche quattro cittadini francesi, due australiani e due neozelandesi, mentre fortunatamente non ci sarebbero italiani come conferma la nostra ambasciata a Londra. Per combattere i tre terroristi la polizia londinese ha sparato più di cinquanta pallottole, una delle quali ha purtroppo colpito un civile che si trova attualmente ricoverato al Royal London Hospital. «Si tratta di un uomo che è stato ferito alla testa, ma non è in condizioni gravi - ha spiegato il dottor Mali Ramadhan, direttore del reparto traumi - si riprenderà completamente». La madre di uno dei feriti, Daniel O'Neill di 23 anni, ha raccontato alla Bbc la drammatica esperienza del figlio. «Stava uscendo da un bar e un uomo gli è corso incontro gridando questo è per la mia famiglia, questo è per l'Islam, poi l'ha colpito con un coltello. Ha una cicatrice che va dalla pancia e arriva alla schiena».

Il primo ministro canadese Trudeau ha confermato che tra le vittime ci sono cittadini canadesi e ha espresso dolore e solidarietà alle famiglie e incondizionato sostegno alla Gran Bretagna nella lotta al terrorismo. Nelle difficoltà Londra dà sempre il meglio di sé. Decine di persone comuni si sono trasformate in eroi per caso, singoli individui che hanno compiuto atti di straordinario coraggio. E una comunità intera si è stretta intorno a chi è stato colpito, con gesti di preziosa cortesia. Hanno offerto un posto dove ripararsi, un divano su cui dormire, una corsa in taxi per sfuggire al pericolo, un abbraccio a chi era confuso e terrorizzato, un cellulare per avvertire i familiari preoccupati. Il luogo dell'attacco non è lontano dalla redazione del Sunday Times che ha assistito in diretta agli eventi aprendo le porte a tutti quelli che chiedevano un rifugio. E anche un giornalista figura tra i feriti della notte. Geoff Ho, del Sunday Express, è in cura intensiva dopo essere stato ferito alla gola mentre tentava di soccorrere un buttafuori ferito del locale dove si trovava. Candice Hedge, di 31 anni, è una delle cittadine australiane rimaste ferite. Aveva appena finito il suo turno al ristorante e stava bevendo qualcosa al bar quando un uomo le ha afferrato la testa e l'ha accoltellata alla gola. La madre ha detto ai giornalisti che Candice è stata operata d'urgenza. Ma si riprenderà.