Aggressione e tentato stupro. Ma il giudice libera l'indiano

L'uomo ferma una 23enne e le stringe un laccio al collo Il Gip: «Atto brutale ma della violenza non c'è traccia»

Libero. Libero dopo aver aggredito violentemente e tentato di stuprare una ragazza a Firenze. È questa la decisione del giudice Francesco Bagnai nei confronti di un immigrato indiano di 29 anni, Harwinder Singh, che nella notte tra il 21 e il 22 febbraio ha pedinato e poi usato violenza su una 23enne che stava rientrando a casa dopo il lavoro in un pub, tentando anche di strangolarla con un laccio. Tutto ciò non è stato considerato sufficiente dal Gip per tenere in carcere l'aggressore. Eppure l'immigrato indiano, fermato poco dopo l'agguato da una pattuglia della guardia di Finanza, aveva confessato agli agenti: «Ho aggredito la ragazza perché me la volevo scopare». Ma sembra che il giudice Bagnai abbia ritenuto più attendibile l'aggressore che gli agenti e, pur riconoscendo «l'estrema brutalità dell'atto, compiuto utilizzando uno strumento che poteva facilmente provocare conseguenze anche molto più gravi» ha scritto il Gip nella motivazione. Ma «per quanto riguarda la finalità della violenza sessuale», il giudice ha ritenuto che «vi siano molti dubbi perché in realtà l'indagato non ha compiuto nessun atto tipico di tale reato», cioè non ha palpeggiato né cercato di spogliare la ragazza. La verità, secondo quanto riferito dalla vittima, è che Singh non ne ha avuto il tempo perché la ragazza, nonostante fosse a terra e con il laccio stretto intorno al collo, ha reagito sferrando calci all'aggressore e urlando. Ma, evidentemente, l'atto brutale non è bastato per farlo rimanere in carcere. Il Gip, infatti, lo ha liberato dopo 48 ore, accusandolo solo di lesioni personali aggravate e non di tentata violenza sessuale, respingendo la richiesta di detenzione formulata dal pm Sandro Cutrignelli, il quale ha deciso di ricorrere in Cassazione.

Insomma, il Gip non ha ritenuto credibile la vittima né tanto meno gli agenti che lo hanno fermato, i quali hanno anche dichiarato che l'immigrato comprende e parla l'italiano, giacché vive nel nostro Paese da oltre sei anni. Ma non hanno persuaso il giudice, il quale ha invece replicato che «Singh non parla bene l'italiano, anzi, non parla quasi affatto e inoltre si trovava in una situazione di evidente costrizione». Come mai questa distonia? La risposta è semplice: davanti al Gip, l'immigrato ha dato una versione completamente diversa dalla prima dichiarazione agli agenti ed è riuscito a convincerlo di non essere in grado di comprendere la nostra lingua. Naturalmente la nuova versione dell'indiano fa acqua da tutte le parti, ma non per chi doveva giudicarlo. Singh ha infatti raccontato di essersi smarrito in città mentre cercava di raggiungere la stazione e ha chiesto indicazioni a una coppia in bicicletta, che come risposta gli avrebbe strappato il cellulare. E la versione poco credibile raggiunge l'apice quando l'immigrato ha affermato: «Quando mi sono accorto che la ragazza che ho aggredito non era la stessa che mi aveva rubato il cellulare l'ho lasciata andare. Ero ubriaco e non ricordo esattamente tutto, ma io volevo solo recuperare il cellulare, ho provato a spiegarlo alla polizia e alla guardia di Finanza, ma non mi hanno neppure ascoltato, mi hanno picchiato e non mi facevano parlare». Insomma, da aggressore si è trasformato in vittima innocente. Peccato che la ragazza non fosse in bicicletta e che Singh l'avesse seguita per diversi chilometri, dal centro città alla periferia. Inoltre, né la vittima né gli agenti che l'hanno fermato hanno riscontrato evidenti segni di ebbrezza. Ma per il Gip le dichiarazioni dell'indiano vanno comunque verificate, a prescindere dalla violenza bestiale che ha compiuto. La motivazione del giudice lascia senza parole: «La custodia cautelare in carcere è sproporzionata rispetto al reato per il quale ricorrono gravi indizi». Ma sì, lasciamolo libero, così la prossima volta potrà finalmente soddisfare il suo istinto bestiale.

Commenti
Ritratto di Dragon_Lord

Dragon_Lord

Mer, 01/03/2017 - 10:37

siete soli italiani, LO STATO E LA GIUSTIZIA VI HA ABBANDONATI, AIUTATEVI TRA DI VOI E NON ABBIATE PAURA. IL MALE TRIONFA QUANDO I GIUSTI STANNO FERMI

mariod6

Mer, 01/03/2017 - 10:42

Giudice Bagnai, si premuri anche di fargli avere dei profilattici così, quando violenterà sua figlia o sua moglie o sua nipote, (speriamo presto) non dovrà preoccuparsi di dover poi mantenere un bambino indiano. Dopo, si faccia anche vedere da un medico, perché la sua capacità di giudizio è fortemente compromessa e nel suo incarico può fare altri gravi danni che poi pagheranno altre persone innocenti.

Ritratto di zanzaratigre

zanzaratigre

Mer, 01/03/2017 - 11:03

Mi viene in mente una famosa frase di Maurizio Costanzo a proposito di certe madri!

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nando49

Mer, 01/03/2017 - 11:16

Dimostrazione continua della "non giustizia" che si basa su leggi inefficaci e giudici buonisti. La delinquenza straniera ha trovato nel nostro paese una seconda patria.

AndreaT50

Mer, 01/03/2017 - 11:24

Auguro a questo giudice che mai e poi mai capiti una cosa del genere ad una suo congiunto; una riflessione: se la tragazza avesse avuto e usato lo spry al peperoncino e l'aggressore la denunciava per violenza, la giovane aggredita sarebbe stata condannata o assolta? Vogliamo scommettere sulla risposta?

zadina

Mer, 01/03/2017 - 11:35

Di nuovo un esempio perfetto per modi di giudicare di magistrati che disonorano la categoria fanno perdere la credibilità nella magistratura, pur troppo sono in parecchi, se avessimo uno stato vero li caccerebbe da magistrati e dovrebbero fare liberi professionisti per difendere le cause perse.

MaxSelva

Mer, 01/03/2017 - 11:42

@mariod6 attenzione a dire quello che in tanti pensano... non ne abbiamo piu' il diritto siamo in una dittatura. Solo i non italiani hanno il diritto di dire tutto cio' che vogliono e fare degli italiani cio' che vogliono. Dica grazie la signorina che si e' salvata dal giudice che avrebbe potuto condannarla per aver picchiato il signor alieno sbarcato irregolarmente in italia.

dondomenico

Mer, 01/03/2017 - 12:01

madiod6: concordo pienamente con quanto hai espresso nel tuo commento..ed aggiungo:- questo gip avrà pure dei superiori a cui rendere conto del suo operato..o no? Se così fosse estendo quanto auspicato anche per le figlie, le mogli, le nipoti e tutte le donne parenti dei superiori del gip in questione

agosvac

Mer, 01/03/2017 - 13:30

Probabilmente si dovrebbe ringraziare questo magistrato perchè non ha inquisito la ragazza per " simulazione di tentativo di stupro" mettendola in carcere preventivo in modo che non avesse più possibilità di "reiterare" il reato.