Aiuti e carità: il Papa manda i suoi soldati

Ai soccorritori pronti ad aggiungersi 110 gendarmi della Guardia Svizzera

I prossimi a partire saranno gli uomini della Guardia Svizzera, il piccolo esercito formato da 110 soldati che da oltre 500 anni difende il Papa in Vaticano. La macchina operativa della Santa Sede per sostenere le popolazioni colpite dal terremoto è già in moto: oltre ai Vigili del fuoco vaticani e alla Gendarmeria, una squadra di giovani guardie si sta già organizzando per raggiungere, nei prossimi giorni, i luoghi distrutti dal sisma e dare una mano ai tanti soccorritori. Molti degli alabardieri avrebbero in mente come destinazione Pescara del Tronto, uno dei luoghi più colpiti, per dare un supporto al vescovo di Ascoli Piceno, monsignor Giovanni D'Ercole. Ma non è escluso che gli svizzeri possano alternarsi con due squadre, divise tra le due diocesi, Rieti e appunto Ascoli. Nel frattempo i soldati del Papa hanno però risposto all'appello lanciato dalle associazioni e da alcuni giorni stanno già donando il sangue per gli abitanti rimasti feriti nei crolli delle abitazioni.

A precedere le Guardie svizzere nella missione, sono stati gli uomini della Gendarmeria Vaticana, «la polizia del Papa», spedita sul posto su richiesta di Francesco al comandante Domenico Giani: un gruppo di sei persone è già arrivato da alcuni giorni ad Amatrice e in collaborazione con la polizia svolge principalmente attività di controllo del territorio, per prevenire atti di sciacallaggio. «Purtroppo i delinquenti non mancano neanche in questi momenti» spiega al Giornale il commissario della Gendarmeria Vaticana, Fabio Vagnoni che guida la squadra di gendarmi. «Abbiamo saputo che alcuni ladri si sono travestiti da Vigili del fuoco e, facendo finta di scavare, al buio, hanno portato via tante cose. Ma facciamo quello che serve», continua,.«Qui sembra di stare in un paese bombardato, con palazzi crollati uno sopra all'altro, abbiamo dato una mano ad allestire una tendopoli, scaviamo tra le macerie se serve, ma per fortuna la macchina degli aiuti è funzionante e i volontari non mancano. I «poliziotti del Papa» hanno già trascorso le prime notti in tenda insieme ai terremotati e agli altri volontari; ieri mattina, intorno alle 6.30, un'ennesima scossa ha svegliato tutti: «La gente è ancora terrorizzata- dice Vagnoni- quando la terra ha tremato di nuovo, alcune persone, che hanno già perso tutto, hanno avuto degli attacchi di panico, purtroppo c'è tanta disperazione, gente sotto choc, e ci vorrà del tempo prima che tutto torni alla normalità».

Ma i gendarmi non sono gli unici uomini mandati tra i terremotati su richiesta del Pontefice: diverse squadre da sei persone dei vigili del fuoco dello Stato della Città del Vaticano, da giorni, si stanno alternando, sempre ad Amatrice per scavare, assistere le vittime e mettere in sicurezza alcune costruzioni in collaborazione con la Protezione Civile.

«È un segno concreto della vicinanza del Santo Padre alle persone colpite del terremoto», spiegava qualche giorno fa una nota della Sala Stampa della Santa Sede e in effetti i pompieri di Papa Francesco, insieme ai gendarmi, oltre che svolgere un lavoro manuale hanno anche un'altra missione: «Come uomini mandati dal Santo Padre, cerchiamo di portare carità cristiana ai terremotati».