Allerta meningite a Milano Profilassi su 140 persone

Dopo la morte della studentessa via alle vaccinazioni Ma gli esperti assicurano: «Lombardia nella norma»

Milano - Il batterio fa paura perché non si sa da dove sia arrivato. Meningite. Virus che richiama molte paure per la velocità con cui uccide quando si attiva, due le studentesse di chimica stroncate negli ultimi quattro mesi a Milano, e per quanto sta succedendo in Toscana. Nell'ultimo caso milanese, la ragazza è morta mercoledì, ancora non si sa nemmeno di quale ceppo sia il batterio, anche se è molto probabile il C. Intanto sono partite delle vaccinazioni preventive su 140 persone. Mentre nell'ex Granducato i contagi di soggetti vaccinati rivegliano timori sopiti.

Nel 2016, nella regione che ha dato i natali a Matteo Renzi si sono registrati una decina di contagi tra persone già vaccinate. Oltre a un'altra dozzina tra chi non si era sottoposto alla cura. E questo nonostante una massiccia campagna di vaccinazioni che, riferiscono le autorità sanitarie, ha portato a un decremento dei casi totali. L'ansia però, complice anche il movimento antivaccinista, si è diffusa pure in Lombardia quando si è saputo che i due casi riguardavano due studentesse che lavoravano nello stesso dipartimento.

I due casi di Flavia Roncalli e Alessandra Covezzi, 24enni decedute rispettivamente mercoledì e il 29 luglio, hanno risvegliato molte paure. E proprio per precauzione L'Agenzia per la tutela della salute Metropolitana ha avviato delle vaccinazioni preventive su 140 persone, quelle che frequentano il dipartimento di Chimica dell'università Statale. E Giorgio Ciconali, dirigente dell'Ats ha tenuto a precisare che «a Milano non c'è alcun allarme meningite, la malattia purtroppo ogni tanto si ripresenta, per fortuna con numeri relativamente bassi. Nella nostra Regione i casi si verificano con una cadenza molto regolare e in linea con l'atteso; al contrario, ci sono Regioni come la Toscana in cui il numero dei casi in questo periodo è superiore alle aspettative: anche per questo sono giustificate le campagne che sensibilizzano ancora di più alla vaccinazione». Appelli rivolti a studenti e famiglie proprio per gettare acqua sul fuoco mentre si aspettano certezze.

I due contagi avvenuti sotto la Madonnina poi non è nemmeno certo che siano collegati: le due ragazze sicuramente frequentavano le stesse strutture, in particolare il piano dove lavorano anche le 140 persone sottoposte a vaccinazione, ma non per questo devono aver contratto la malattia nello stesso posto. L'ipotesi più valida è quella che abbiano incontrato un portatore sano, ciascuna uno diverso visto che il 15 per cento degli italiani ha nel sangue questa malattia. La certezza però arriverà solo nei prossimi giorni: i campioni di materiale sono stati inviati all'Istituto superiore di Sanità di Roma, ma vista «la scarsità del materiale» i risultati difficilmente arriveranno prima di metà della settimana prossima. Nel frattempo sono partite le vaccinazioni e gli appelli alla calma, anche se l'ansia di fondo rimane.