Altolà europeo all'Italia: il 3% deficit-pil non si tocca

RomaL'Italia si tolga dalla testa l'idea di sforare il deficit. Nessuno sconto nemmeno sulla riduzione del debito pubblico, soprattutto ora che i mercati sono piombati nella bufera greca. Il semestre di guida Italia dell'Unione europea non è finito benissimo per il Belpaese. Il vicepresidente della Commissione Ue Jirky Katainen, al termine dell'Ecofin, ha spiegato che l'aumento degli investimenti «non può derivare dall'aumento del debito pubblico, non dobbiamo focalizzarci sul modo di massimizzare il debito pubblico ma sulle riforme strutturali». Richiamo al rigore che sa tanto di bocciatura di ogni tentativo da parte italiana di finanziare la crescita con spesa pubblica.

Ieri il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan aveva già messo le mani avanti, smentendo indiscrezioni di stampa su un piano italiano per sforare il tetto del 3% del deficit e finanziare così un allargamento del bonus di 80 euro. Ma anche le voci su una manovra aggiuntiva chiesta da Bruxelles. Lo «sforzo in più» che l'Europa chiede all'Italia per ridurre il deficit strutturale dei conti pubblici, aveva ribadito ieri mattina, non si concretizzerà in una manovra aggiuntiva. Invece «ha a che fare con l'efficacia delle misure» già decise dal governo.

Poi il ministro ha spiegato che sfondare il vincolo del 3% «produrrebbe un'immediata inversione di tendenza del debito pubblico», peserebbe «sulla fiducia» e «l'immediato effetto sulla crescita sarebbe esattamente il contrario».

L'Ecofin di ieri ha fatto segnare risultati, poco rilevanti se non negativi per l'Italia. L'accordo per i contributi delle banche al Fondo europeo unico di risoluzione delle istituzioni di credito per gestire in modo ordinato i fallimenti. Accordo che costerà circa 5,8 miliardi di euro alle banche italiane. Poi le norme anti evasione per le grandi multinazionali.

Intanto a Roma, la Legge di stabilità prosegue il passaggio finale al Senato. Tra le novità in arrivo, una revisione dell'aumento della tassazione sulle fondazioni previsto dalla legge e un fondo di 1,5 miliardi di euro in due anni per il superfarmaco Sofosbuvir contro l'epatite C. Ancora in forse l'emendamento sul canone Rai, che trasforma il tributo alla Tv di stato in una voce della bolletta elettrica.

Tramonta per il momento la local tax. I tempi sono troppo stretti e il governo punta a un decreto legge. «Una riforma fiscale di riguardo emanata per decreto legge (o con un emendamento), e per di più concordata solo fra chi è interessato a tassare, sarebbe un fuor d'opera», ha attaccato il presidente della Confedilizia Corrado Sforza Fogliani. In sostanza il rischio è che la stangata per i proprietari di immobili si aggravi ulteriormente.

Sono i miliardi stanziati (per due anni) dalla legge di Stabilità a favore del Sofosbuvir, il superfarmaco contro l'epatite C

Sono i milioni da aggiungere al fondo per gli ammortizzatori sociali previsti in un emendamento del Pd alla Stabilità

Sono i miliardi che le banche italiane dovranno sborsare al Fondo unico europeo per la risoluzione dei fallimenti