Altri guai per i carabinieri del Noe Sotto torchio il vicecomandante

Dal cellulare di Scafarto nuovi elementi, interrogato ancora Sessa. Rinnovato il Cda Consip: il renziano Cannarsa è l'ad, presidente il portavoce di Padoan, Basso

Roma Mentre Woodcock si prende la scena (e Renzi invita con un tweet a non polemizzare sull'avviso di garanzia a Woodcock), l'inchiesta Consip e il filone sulle tante anomalie della genesi dell'indagine, nata nella procura di Napoli, proseguono.

Ieri è toccato ancora al vicecomandante del Noe, Alessandro Sessa, tornare in procura a Roma, per tutto il pomeriggio. L'ufficiale, indagato per depistaggio, ha dovuto spiegare all'aggiunto Paolo Ielo le incongruenze tra quanto raccontato nel suo primo interrogatorio, tenuto lo scorso 8 giugno, e quanto emerso invece dalle versioni del capitano Gianpaolo Scafarto nei suoi due faccia a faccia con i pm (il terzo, due giorni fa, lo ha visto invece avvalersi della facoltà di non rispondere). Sessa, accusato di aver depistato le indagini per accertare gli autori della fuga di notizie verso i vertici Consip, aveva detto di aver saputo da Scafarto dell'inchiesta passo dopo passo, ma di aver informato il suo superiore, il comandante del Noe Sergio Pascali, solo a novembre del 2016, su richiesta di quest'ultimo, allertato dopo la pubblicazione di un articolo che accennava ai timori di Renzi senior per una nuova indagine a suo carico. Ma dai messaggi ritrovati nel telefonino di Scafarto e dalle dichiarazioni di quest'ultimo, i pm romani avrebbero invece trovato un'altra verità, più scomoda per il vicecomandante del reparto. Una verità nascosta in chat e comunicazioni dalle quali emergerebbe che Pascali - in contatto con il capo della Legione Toscana dell'Arma, Emanuele Saltalamacchia, poi indagato perché avrebbe informato dell'inchiesta i vertici Consip - sarebbe stato informato già un anno fa, a giugno 2016. E a informarlo sarebbe stato il superiore di Scafarto, ossia Sessa. Che dunque avrebbe mentito, ammettendo solo di aver avuto ragguagli sull'inchiesta dal suo sottoposto, ma negando di aver poi girato quelle informazioni al generale Pascali. Intanto in serata il Mef ha rinnovato il Cda della Consip, dopo l'annunciato addio di Luigi Marroni, l'uomo che ha accusato Lotti di aver informato dell'inchiesta i vertici. Il suo successore come amministratore delegato è il renziano Cristiano Cannarsa, presidente e ad di Sogei. Al posto del presidente Luigi Ferrara c'è Roberto Basso, portavoce del ministro Padoan e già dirigente Generale delle comunicazioni istituzionali del Mef. Nel nuovo cda anche Ivana Guerra, attualmente dirigente del dipartimento del Tesoro. MMO