Altro sangue in spiaggia In Costa d'Avorio il jihad attacca gli hotel

Nel mirino i turisti occidentali in vacanza Un commando massacra almeno sedici persone: tra le vittime 5 francesi e un bimbo

«D ieu veille sur la Cote d'Ivoire», ripete il turista 27enne Yann Yves Torres ancora sotto shock. Con la telecamera del suo telefonino ha ripreso alcuni frammenti dell'eccidio perpetrato dai jihadisti ieri pomeriggio ai resort di Gran Bassam, località a 40 chilometri dalla capitale Abidjan. Il bilancio è ancora provvisorio: la polizia locale parla di 12 morti, tra i quali 4 europei, mentre fonti vicine ai servizi segreti francesi riferiscono di 16 morti (tra cui due militari), cinque dei quali occidentali, uno di sicuro francese, e anche un bambino di appena 4 anni. L'attacco più tardi verrà rivendicato da Al-Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi).I terroristi sono arrivati dal mare a bordo di un paio di imbarcazioni nel primo pomeriggio, seguendo la medesima strategia adottata a Sousse, in Tunisia, lo scorso 26 giugno. In quell'occasione morirono 39 persone sotto i colpi esplosi dal kalashnikov imbracciato da Seif Eddine Rezgui, poi ucciso dalle forze di sicurezza. In questo massacro gli esecutori materiali sono stati almeno una decina, sei dei quali neutralizzati dall'esercito. Dalle immagini del filmato del turista si riesce a comprendere quanto accaduto. Si vedono persone correre dalla spiaggia verso l'interno, cercando rifugio nel Koral Beach, una delle due strutture prese d'assalto assieme al vicino Etoile du Sud. Le urla sono strazianti, in parte coprono gli spari e vengono soffocate dalla voce di un altoparlante che invita i turisti a non fermarsi nella hall, «cercate rifugio nei piani superiori. I militari stanno arrivando, è tutto sotto controllo». Affermazione azzardata, perché le forze di sicurezza sarebbero intervenute almeno mezz'ora dopo l'irruzione jihadista. Gli assalitori, hanno riferito alcuni testimoni, gridavano «Allah akbar» mentre aprivano il fuoco. Un altro testimone, Toussaint Guessam, bagnino del Koral Beach, accusa i proprietari della struttura di aver sottovalutato il problema: «Sono a pezzi, ma non sorpreso. Si sapeva da giorni che qualcosa potesse accadere. Le minacce erano pressoché quotidiane. Più che bagnini al Gran Bassam servono guardie del corpo». Erano le 16.30 del pomeriggio (le 17.30 in Italia), quando la situazione ha ripreso ad avere una parvenza di normalità in un paesaggio surreale. La zona è stata isolata dalle forze di sicurezza. Unità delle forze speciali sono intervenute per evacuare i feriti, i clienti e i lavoratori del resort. Nelle foto postate sui social dagli stessi sopravvissuti si vedono corpi inermi sulla battigia, vittime uccise con un colpo alla testa o centrate in pieno petto da una sventagliata di Ak-47. Gli inquirenti hanno anche trovato bombe, alcuni caricatori di mitragliatori e una cintura esplosiva. «L'obiettivo dei terroristi - spiega il capo della polizia di Abidjan Bredou Mbia - era quello di raggiungere l'ingresso dell'hotel per farsi saltare in aria tra gli occupanti». Tra le vittime, assicura la Farnesina, non ci sarebbero italiani, ma la diplomazia lavora per verificare la presenza in zona di connazionali e metterli l sicuro. Anche la Costa d'Avorio, reduce dal sanguinoso braccio di ferro dell'aprile 2011 (con tanto di intervento francese) per assegnare la presidenza ad Alassane Ouattara e deporre Laurent Gbagbo, (consegnato alla Corte Penale Internazionale per crimini contro l'umanità), entra ora nella terribile spirale del terrorismo islamico. Il Paese, come ha ricordato il ministro degli Interni Hamed Bakayoko, era comunque in stato d'allerta. «Siamo stati minacciati da organizzazioni vicine ad Aqmi e Boko Haram. La posizione geografica non ci aiuta». La Costa d'Avorio infatti confina con il Mali, terra di conquista del gruppo qaedista.