Amministrative, le sfide negli altri capoluoghi di provincia

Test importanti di queste amministrative saranno anche i ballottaggi in capoluoghi come La Spezia, Lodi, Como e Piacenza

Domani gli italiani sono chiamati di nuovo a votare per il secondo turno delle amministrative. Le città più importanti che vanno al voto sono Genova, Parma, Padova e Verona ma non bisogna dimenticare le altre sfide, cosiddette 'minori', dove il Pd potrebbe subire una sonora sconfitta. Ecco i ballottaggi degli altri capoluoghi di provincia:

Le sfide in Liguria e Piemonte

In Liguria, a La Spezia, il candidato del centrodestra Pierluigi Peracchini appoggiato da Forza Italia, Lega Nord, FdI-An, La Spezia Popolare e da altre due liste civiche, non solo parte in vantaggio col 32,6%. Al suo fianco si sono schierati, con un apparentamento, due candidati civici: Giulio Guerri (6,25%) e Agostino Cucciniello (0,25%). Lo sfidante di centrosinistra, Paolo Manfredini, sostenuto dal Pd, Italia dei Lavori, Sinistra a sinistra!, Laici Socialisti e da due liste civiche, riparte, invece, dal 25%. Per una possibile rimonta il Pd deve sperare nei voti dei candidati di sinistra radicale Lorenzo Forcieri (9,2%) e di Guido Melley (7,9%). Decisivo potrà essere anche l’8,8% dei grillini che al primo turno hanno votato per Donatella Del Turco.

In Piemonte, ad Alessandria, il sindaco uscente del Pd, Rita Maria Rossa, sostenuta anche dai Moderati e da due liste civiche, riparte dal 32% ottenuto al primo turno e ha siglato un accordo di apparentamento con la candidata civica Oria Trifoglio (11,6%). Dovrà vedersela con il leghista Gianfranco Cuttica di Revigliasco appoggiato anche da Forza Italia, da Fdi e da una lista civica, che si è fermato al 30,2%. Determinanti saranno anche i voti del grillino Michelangelo Serra (12,3%) e di Emanuele Locci, candidato del Popolo della Famiglia e dei fittiani (8,2%).

Ad Asti Il centrodestra parte in pole position con Maurizio Rasero che, appoggiato da Forza Italia, FdI-An, Lega Nord, Rivoluzione cristiana e da 6 liste civiche, ha preso il 47,6% al primo turno. Dopo una serie di riconteggi e ricorsi Massimo Cerruti, candidato dei Cinquestelle, si è aggiudicato per soli 7 voti il ballottaggio e riparte dal suo 15,30%. Resta, dunque, fuori dalla contesta il sindaco uscente, Angela Motta del Pd, che si è fermata al 15,28%.

Le sfide in Lombardia

In Lombardia, a Como, il candidato di centrodestra Mario Landriscina, sostenuto da Forza Italia, Lega Nord, FdI-An e da una lista civica, riparte dal 34,8%. Il suo sfidante Maurizio Traglio candidato del Pd e di due liste civiche, insegue col 26,9%. Decisivi per la vittoria finale saranno il 22,5% dei voti del candidato civico Alessandro Rapinese.

A Lodi il centrosinistra con Carlo Gendarini, sostenuto dal Pd e da altre quattro liste civiche, parte in vantaggio col 30,6% dei voti. Sara Casanova, appoggiata da Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d'Italia - Alleanza Lodigiana, Pensionati e da una lista civica, riparte dal 27,3% ottenuto al primo turno. L’ex consigliere comunale di Forza Italia, Lorenzo Maggi (15,5%) ha, però, siglato l’apparentamento con la candidata di centrodestra. Restano in libertà i voti del candidato grillino Massimo Casiraghi (9,6%)

A Monza il sindaco uscente, Roberto Scanagatti, sostenuto dal Pd e da due liste civiche, col 39,91% è riuscito ad imporsi al primo turno per una manciata di voti. Ad un’incollatura lo insegue Dario Allevi che, con il sostegno di Forza Italia, Lega Nord, FdI-An e da due liste civiche, al primo turno ha ottenuto il 39,84% ma per il ballottaggio avrà anche l’appoggio del civico Pierfranco Maffé (5,2%). Mani libere per gli elettori del grillino Giovanni Danilo Sindoni (7,6%)

Le sfide in Veneto e Friuli Venezia Giulia

In Veneto, a Belluno, il sindaco uscente, Jacopo Massaro, indipendente sostenuto da tre liste civiche, col 46,2% preso al primo turno, parte con un cospicuo vantaggio. Il centrodestra è arrivato al ballottaggio con il 25% ottenuto dal forzista Paolo Gamba che ha l’appoggio anche di tre liste civiche. Gamba dovrà corteggiare gli elettori leghisti di Franco Gidoni (11,4%) ma avrà l’appoggio del civico Franco Roccon (3,5%), mentre Massaro punterà sui voti presi dal candidato del Pd, Paolo Bello (8,9%).

In Friuli Venezia Giulia, a Gorizia, il centrodestra con il forzista Rodolfo Ziberna, appoggiato da Forza Italia, Lega Nord, FdI-An, Udc, Partito Pensionati e da tre liste civiche, al primo turno ha sfiorato la vittoria con il 49,9%. Il Pd, che tenta di ribaltare la situazione con Roberto Collini, arriva al ballottaggio con il 22,7%.

Le sfide nelle Regioni Rosse

In Emilia Romagna, a Piacenza, la candidata di centrodestra Patrizia Barbieri, sostenuta da Forza Italia, Lega Nord, FdI-An, Partito Pensionati e due liste civiche, riparte dal 34,8%. Il Pd insegue con Paolo Rizzi che al primo turno ha preso il 28,2%. La Barbieri, per strappare la città alla sinistra, dovrà saper intercettare i voti del candidato civico, Massimo Trespidi, ex presidente della Provincia di Piacenza. Saranno importanti anche il 9% del grillino Andrea Pugni.

In Toscana, a Lucca, il sindaco uscente Alessandro Tambellini appoggiato dal Pd, dalla lista Sinistra per Tambellini e da altre tre liste civiche, riparte dal 37,5% dei voti. Remo Santin guida una coalizione con Forza Italia, Lega Nord, FdI-An e due liste civiche ed è giunto al ballottaggio grazie a un lusinghiero 35%. Buona anche la performance del candidato di Casa Pound, Fabio Barsanti che, col 7,84%, ha superato il grillino Massimiliano Bindocci, fermo al 7,54%.

A Pistoia il sindaco uscente Samuele Bertinelli, al primo turno, ha preso il 37,5% con il sostegno del Pd, della Federazione dei Verdi, di una Lista Comunista, della lista Sinistra per Pistoia e di sei liste civiche. Il centrodestra con Alessandro Tomasi, a capo di una coalizione formata da Forza Italia-Centristi, Lega Nord, FdI-An e da una lista civica, arriva al secondo turno dopo aver ottenuto il 26,7%. I voti del dissidente del Pd, Roberto Bartoli (11,7%), saranno determinanti per la vittoria o la sconfitta del centrosinistra pistoiese. Importante anche il risultato raggiunto dal pentastellato Nicola Maglione (8,9%).

Le sfide nel Centro-Sud

A Rieti il candidato di centrodestra Antonio Cicchetti, sostenuto da Forza Italia, FdI-An, Udc, Direzione Italia e da altre cinque liste civiche, arriva al ballottaggio dopo aver ottenuto il 47,3% dei voti al primo turno. Il sindaco uscente di Sel, Simone Petrangeli, ricandidatosi alla guida di una coalizione con Pd, Psi e quattro liste civiche, riparte invece dal 41,8% e dall’apparentamento con il candidato civico Giosuè Calabrese (5,3%).

In Puglia, a Lecce, il centrodestra riparte dal 45,3% preso da Mauro Giliberti, con l’appoggio di Forza Italia, Direzione Italia, Noi con Salvini, FdI- An, Lecce Popolare e tre liste civiche. Carlo Salvemini, candidato del Pd e di altre quattro liste civiche, invece, al primo turno ha preso il 28,9%. A fare la differenza sarà il 17% preso da Alessandro Delli Noci, candidato centrista dell’Udc, che ha siglato l’apparentamento con Salvemini.

In Sardegna, a Oristano, il centrodestra si presenta con Andrea Lutzu, candidato di Forza Italia, FdI-An, Riformatori Sardi e di una lista civica, riparte dal 29,6%. Subito dietro Maria Obinu che gareggerà non solo per il Pd, dal Psi, ma anche per il Partito Sardo d'Azione, l’Unione Popolare cristiana e due liste civiche che al primo turno avevano preso il 21,8%. Gli altri voti sono stati suddivisi tra i candidati restanti: Vincenzo Pecoraro dell’Udc, del Partito dei sardi e altre liste minori, ha preso il 17,05%, il civico Fillipo Martinez ha ottenuto il 15%, mentre Patrizia Cadau dei Cinquestelle è stata votata dal 7,2% degli oristanesi.