Anche l'Accademia della Crusca boccia la stepchild adoption

Dopo bail-in la lotta dell'Accademia della Crusca contro gli anglismi continua...

La stepchild adoption bocciata anche dall'Accademia della Crusca. Il suo presidente onorario, Francesco Sabatini, ritiene improponibile l'anglismo inserito nel ddl Cirinnà e consiglia la perifrasi 'adozione del figlio del partner'. O meglio ancora il neologismo, "adozione del configlio", inventato dallo stesso Sabatini per analogia con altre parole che riguardano i gradi di parentela come compare, consuocero, consuocera.

Questo il giudizio del gruppo Incipit dell'Accademia della Crusca che, dopo essere intervenuto sui termini 'bail in' e 'bail out', ora entra così nel dibattito sulle unioni civili. "Questa parola - si spiega - dal significato chiaro, analoga a parole di alto uso nell'indicare parentele, già sta incontrando un certo favore, anche perché la traduzione letterale di 'stepchild' in 'figliastro' non si adatta certo ai tempi nostri e alle nostre leggi. Pare a Incipit che configlio/configlia possano essere vantaggiosamente appoggiati, con l'augurio che abbiano fortuna e si diffondano".

'Stepchild adoption', invece, richiede una certa conoscenza dell'inglese, "tanto è vero che anche in Parlamento più di un senatore ha mostrato qualche impaccio di pronuncia. Se incappano in simili incidenti i senatori, che accadrà ai comuni cittadini?". La perifrasi 'adozione del figlio del partner', sebbene sia già in uso, ha un difetto di lunghezza, e "potrebbe suscitare perplessità la presenza di un forestierismo, cioè 'partner'" che però "è ormai di uso comune e si offre alla lettura in forma non diversa dalle parole italiane (si legge come si scrive)".

Commenti

cgf

Lun, 15/02/2016 - 23:15

adoption vuol dire adozione e stepchild vuol dire figliastro, ma per non sembrare 'poco corretti' si prova a fare i f[a]ighetti

MEFEL68

Mar, 16/02/2016 - 12:02

Anche in queste cose si vede quanto siamo esterofili e qunto poco nazionalisti; vale a dire quanto poco ci amiamo. Già siamo pieni di parole anglosassoni che hanno sostituito i francesismi, ma almeno negli atti ufficiali, usiamo i termini italiani. Le leggi , sia belle sia brutte, sono rivolte agli italiani che parlano italiano, quindi, usiamo termini della lingua italiana. Ho usato quattro volte la parola "italiani/o/a" che bel suono!!!

MEFEL68

Mar, 16/02/2016 - 12:08

Volubilità e incoerenza caratterizzano i nostri burocrati e politici. Alcune volte si ostinano ad usare incomprnsibili parole arcaiche o latine e greche perchè tramandate dalla nostra cultura, da Dante e Manzoni; altre volte, saltando a pie' pari l'italiano corrente, ugualmente bello e comprensibile, si abbandonano alla più sfrenata adozione di termini che nulla hanno a che vedere con gli italiani.

gio1945

Mer, 24/02/2016 - 16:15

Con tutto il rispetto della traduzione letteraria di 'Stepchild adoption', ma proprio non riesco a sopportare questa definizione italianizzata. Continuo a non capire perché, a tutti i costi, si vogliono usare parole anglosassoni nel nostro linguaggio quotidiano che è ITALIANO. E come tale va rispettato. Forse sarebbe il caso di attivare una iniziativa per vietare l'ingresso di parole non italiane nel nostro linguaggio.

gio1945

Mer, 24/02/2016 - 16:19

Bene ha fatto l'Accademia della Crusca e per essa il Prof. Sabatini (che ho sempre ammirato ed ammiro per la sua dialettica)a bocciare stepchild adoption (che mi sembra uno streptococco adottato). Basta con queste stupidaggini.