Anche da noi cresce il rischio dei terroristi di ritorno

Anna Maria Greco

Roma Ora che l'Isis perde militarmente in Siria e Iraq, aumenta il rischio di attentati in Italia, perché «avremo sicuramente il problema dei tanti che rientreranno in Europa». L'allarme sui foreign fighters ben addestrati che potrebbero affiancarsi ai lupi solitari già nel nostro Paese, arriva dal direttore dell'Aisi (Agenzia informazioni e sicurezza interna). Mario Parente ne parla alla conferenza organizzata a Roma dall'Arma dei carabinieri su «Il terrorismo di matrice confessionale». La definisce «una minaccia liquida, diffusa, difficile da definire». I Mohammed Game (l'inesperto terrorista che nel 2009 tentò di farsi esplodere davanti a una caserma milanese, ndr) in questo caso potrebbero avvalersi delle competenze di chi è stato in guerra.

Marco Minniti, sottosegretario alla presidenza con delega all'intelligence, conferma che «di fronte alla sconfitta sul piano simmetrico, potrebbe esserci una reazione asimmetrica». Per prevenirla, bisogna controllare più delle moschee, internet point, rivendite di kebab, macellerie islamiche. E carceri. Il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri dà i dati sui detenuti: monitorati 167, attenzionati 68, segnalati 137, espulsi 34 a fine pena.

Commenti

pensaepoiagisci

Gio, 01/12/2016 - 11:55

al momento siamo tranquilli..ma come ci azzardiamo a perpetrare una politica contro l'immigrazione..questi assassini dell'isis ci attaccheranno ..qui da noi