Ancora morbillo killer, muore bimba di 9 anni: non era stata vaccinata

La piccola era affetta da una malattia genetica non incompatibile con la profilassi

Francesca Angeli

Roma Un'altra morte causata dal morbillo questa volta all'ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma.

Una bambina di appena nove anni affetta da una malattia genetica, che non era però incompatibile con la vaccinazione, si è spenta lo scorso 28 aprile per gravi complicanze conseguenti al morbillo. Nel marzo scorso il primo caso registrato nel 2017: la morte, sempre per complicanze da morbillo, di un bimbo di sei anni, affetto da una leucemia linfoblastica acuta ricoverato presso la clinica pediatrica del San Gerardo di Monza. Entrambi i casi sono stati resi noti nel momento in cui sono stati iscritti nel registro dell'Istituto Superiore di Sanità, Iss.

Forse allora non è inutile ribadire quello che da mesi si sgolano a ripetere medici e scienziati. Ovvero che se un bambino immunodepresso contrae il morbillo è probabile che questo virus lo uccida e che se un bambino sano contrae il morbillo rischia comunque complicanze gravi. Complicanze che possono insorgere a distanza di anni come la quella tardiva della panencefalite sclerosante subacuta.

La bambina è deceduta dopo il ricovero per polmonite e insufficienza respiratoria, complicanze note del morbillo, che è stato indicato come causa del decesso dai medici.

Per il presidente dell'Iss, Walter Ricciardi, la vaccinazione avrebbe potuto salvare la vita della piccola «perché i bambini a rischio per particolari patologia sono quelli per i quali la vaccinazione è maggiormente indicata». Ricciardi aggiunge che nelle patologie che compromettono il sistema immunitario la vaccinazione non è possibile ma in altre «come quelle genetiche vaccinare è ancora più importante». E il primario di Pediatria del Bambin Gesù, Alberto Villani, spiega che la bambina soffriva di una cromosomopatia, una malattia genetica complessa. «Era in cura da noi per questa patologia. È arrivata in pronto soccorso con febbre alta e un quadro che ha portato al ricovero in terapia intensiva per 10 giorni. Qui è stata fatta la diagnosi di morbillo -spiega Villani- La morte è stata causata da insufficienza multiorgano. Era una bimba in condizioni di grande fragilità, e non era stata vaccinata. Purtroppo il clima influenzato dalle fake news ha impaurito i genitori che non vedono la vaccinazione come un'opportunità». Per Villani la perdita della bambina è quasi paradossale perché, spiega, «si può vincere una battaglia contro il tumore ma si perde quella contro una malattia infettiva come il morbillo che può essere prevenuta dal vaccino».

E gli esperti insistono: il problema è esattamente la perdita dell'immunità di gregge dovuta al calo delle coperture vaccinali. Un rischio enorme per chi davvero non può vaccinarsi, come ad esempio il bambino leucemico, protetto soltanto se la malattia infettiva, grazie al vaccino, viene eradicata.

E invece i casi di morbillo continuano a salire. Sono 3.074 quelli registrati dall'inizio dell'anno nel nostro Paese, di cui 979 proprio nel Lazio, regione da numeri record.

Sempre dal 1 gennaio 2017 a oggi al Bambino Gesù si sono registrati oltre 70 ricoveri per morbillo. Dall'ospedale pediatrico si insiste sul fatto che le persone con malattie croniche di base, quali quelle presentate dalla bimba deceduta, hanno un rischio più elevato di avere forme gravi di morbillo, infezione la cui mortalità è pari a circa un caso ogni mille.