Anm a gamba tesa sul governo: "Riforme timide e incoerenti"

Il presidente Sabelli tuona contro le riforme in materia di giustizia e annuncia: "Il 22 maggio saremo ricevuti dal ministro Orlando"

"Timidezza riformatrice, incoerenza, scelte di compromesso nascoste dietro interventi deboli che troppo spesso hanno caratterizzato le decisioni adottate dalla politica". Il presidente dell’Anm, Rodolfo Sabelli, in riferimento alle riforme e al dibattito politico, entra a a gamba tesa e tuona contro il governo.

In apertura del Comitato direttivo centrale dell’Associazione, Sabelli ha sottolineato come il dibattito pubblico "si sia spostato dall’azione di contrasto al tema delle intercettazioni e della loro pubblicazione". Parlando del "travagliato iter di approvazione dei disegni di legge su corruzione e prescrizione", il presidente dell’Anm ha rimarcato che si tratta di "interventi innovativi ma anche segnali di arretramento, con proposte che insistono meno sull’azione di contrasto e più sulla riforma delle intercettazioni. All’interno delle istituzioni pubbliche, cresce una timidezza che limita gli effetti delle riforme e riduce l’impegno nel rafforzamento degli strumenti di contrasto alla corruzione".

Venerdì prossimo, 22 maggio, una delegazione dell’Associazione nazionale magistrati incontrerà il ministro della Giustizia, Andrea Orlando. Ad annunciarlo è stato il presidente dell’Anm, Rodolfo Sabelli, in apertura del Comitato direttivo centrale in corso a Roma. "Alle ore 12 del 22 maggio saremo ricevuti dal ministro della Giustizia, al quale avevo indirizzato una lettera in cui esprimevo il forte disagio per le ben note disfunzioni che affliggono la giustizia. In quella sede ci proponiamo anche di chiedere al ministro informazioni sulla gestione del passaggio all’amministrazione centrale della manutenzione degli edifici sede dei palazzi di giustizia".

La riforma della prescrizione? "La scelta è del tutto insufficiente. Bisogna avere più coraggio, non basta sospendere temporaneamente la prescrizione dopo la condanna di primo grado, ma bisogna sterilizzare i suoi effetti negativi bloccandola definitivamente almeno con la sentenza di primo grado", così il presidente dell'Anm Rodolfo Maria Sabelli ha spiegato meglio il suo pensiero in un’intervista a Repubblica. "Credo che in questo modo si trasmettano messaggi negativi su un tema, quello della lotta alla corruzione, che richiede al contrario coerenza e forte determinazione. Si dovrebbe fare per la corruzione quel che è stato fatto per altri reati gravi, come l’omicidio colposo, la violenza sessuale, l’associazione mafiosa. Cioè aumentare il termine ordinario modificando l’articolo 157 del codice penale che è la norma base per disciplinare il tempo necessario a prescrivere. Col testo approvato alla Camera il reato di corruzione, anche qualora non venga scoperto, ha una prescrizione ordinaria di 15 anni. Invece, se si segue la strada del 161, la corruzione si prescriverà in 10 anni se non vengono compiuti prima atti processuali. Ma la corruzione è un reato talmente grave che deve essere trattato come i reati di mafia, cioè con prescrizione raddoppiata, ma anche intercettazioni, attività sotto copertura. Strumenti investigativi previsti anche dalle convenzioni internazionali e che continueranno a mancare anche dopo la riforma".

Commenti
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Memphis35

Sab, 16/05/2015 - 14:24

Già, le tanto odiate intercettazioni. Mai argomento fu, ed è, più bipartisan di questo. Chissà poi perchè...boh...

Beaufou

Sab, 16/05/2015 - 15:27

"All’interno delle istituzioni pubbliche, cresce una timidezza che limita gli effetti delle riforme e riduce l’impegno nel rafforzamento degli strumenti di contrasto alla corruzione". Dice benissimo, Sabelli. La prima riforma sarebbe infatti quella della giustizia, per mandare a casa definitivamente quelli come lui. Ma Renzi, che "timido" non è, ha paura: si chiamino le cose col loro nome, per favore.