Anzaldi: "Ecco come la Rai sfora il tetto degli stipendi"

Il deputato dem Michele Anzaldi attacca: "Per sforare il tetto dei 240 mila euro di stipendi basta stiputare i contratti con le tante società esterne di produzione, alle quali la Rai affida una miriade di appalti e grandi porzioni di palinsesto"

"La Rai mette nero su bianco che il tetto agli stipendi viene vanificato con escamotage". L'accusa arriva dal deputato dem Michele Anzaldi, segretario della commissione di vigilanza Rai.

"È sufficiente usare i contratti stipulati dalle tante società esterne di produzione, alle quali il servizio pubblico affida una miriade di appalti e sempre più crescenti porzioni di palinsesto", spiega Anzaldi a ilGiornale.it. "Invece di recepire lo spirito della legge e fare in modo che trovi piena applicazione, la Rai - attacca Anzaldi -se ne lava le mani e accetta che i milioni di euro del canone degli italiani vengano usati per strapagare consulenti esterni, tra cui registi, scenografi e anche semplici autori". Il deputato renziano aveva chiesto delucidazioni in merito dopo che era uscita la notizia che Veronica Oliva, un’autrice del programma di Fabio Fazio sarebbe pagata più del direttore generale della Rai. Libero e Dagospia avevano diffuso questa indiscrezione ma la diretta interessata, che è stata avvistata più volte in compagnia del conduttore di 'Che tempo che fa', aveva smentito ma non è ancora noto a quanto ammonti il suo compenso. Quel che è certo è che la Rai ha risposto ad Anzaldi ammettendo che "la destinazione dei soldi pubblici che vanno alle società di produzione, comprese quelle di artisti e agenti, non è sottoposta ad alcun tipo di controllo. Fatta la legge, trovato l’inganno", conclude il deputato Pd.

Commenti

fatevoi

Ven, 29/09/2017 - 17:08

Bastardi maledetti! Non vedo mai la Rai e devo pagare ogni anno il canone. E' come se dovessi pagare l'autobus pur non usandolo mai. La Rai va privatizzata.