Appalti senza gara e trucchi: il bluff delle municipalizzate

È con le società in house, longa manus degli enti locali, che si realizzano i maggiori artifizi: servizi pubblici milionari agli amici e bilanci fantasma. Un mondo sommerso senza regole

Trucchi, favori agli amici, servizi pubblici milionari come la raccolta dei rifiuti o la gestione dell'acqua affidati senza gara d'appalto, a società amiche o a coop, a tutto danno delle tariffe che poi vengono applicate ai cittadini. C'è tutto un mondo sommerso del quale si tiene poco conto quando si parla delle partecipate. Le paroline magiche, che trasformano una normale società in una sorta di intermediario che opera con affidamenti diretti, in barba alla concorrenza, le abbiamo prese in prestito dall'inglese. Ed è con le società «in house», longa manus degli Enti, che si realizzano i maggiori artifizi. L'ex commissario alla spending review , Carlo Cottarelli, nella sua relazione ha evidenziato l'anomalia Italia che vede nel nostro Paese un boom di queste società. E anche la Corte dei conti bacchetta le Regioni, bocciando questa pratica: «L'affidamento a società in house – rimarcano i giudici contabili – resta previsto soltanto come ipotesi eccezionale». Ma invece succede il contrario. Ancora la Corte dei conti, con le cifre: «Si evidenzia il ricorso generalizzato a tale modalità di affidamento (in house, ndr ), in quanto le gare con impresa terza risultano essere soltanto 31 (su un totale di 24.578)». Una prassi generalizzata, dunque. Che ha un indubbio vantaggio: permette di calpestare le regole.

IL LAVORO C'È. PER GLI AMICI

E dunque: niente gare d'appalto, affidamento alle coop di commesse milionarie (i limiti fissati dalla legge si bypassano frazionando l'appalto, in modo che resti sempre sotto la soglia entro cui la gara diventerebbe obbligatoria), assunzioni di massa, fuori dai limiti imposti alle pubbliche amministrazioni. Come in Friuli Venezia Giulia, dove la Corte dei conti evidenzia come ci siano 2.800 dipendenti, ma altri 1.700 lavorano per la stessa Regione grazie a «un sistema satellitare composto da enti, agenzie, aziende, società ed enti funzionali». Insomma, tutti escamotage tecnico per sfuggire al fastidiose norme, come le gare d'appalto o i limiti alle assunzioni.

IL CASO VENEZIANO

Uno dei casi più eclatanti è quello della Veritas spa, la società che si occupa di acqua e rifiuti, partecipata dai Comuni della Provincia di Venezia e Treviso. A sollevare il caso, con un esposto appena presentato alla Corte dei conti, è il consigliere regionale veneto Diego Bottacin. La stessa coop, nel 2013, ha ricevuto da Veritas Spa la bellezza di undici affidamenti, per quasi un milione e mezzo di euro. Tutti senza gara perché tutti - appositamente - sotto i 200mila euro (anche solo di 50 euro, come un lavoro da 199.950 euro), la soglia comunitaria oltre la quale è obbligatorio fare la gara. «Le grandi municipalizzate – spiega – non svolgono più direttamente il servizio pubblico che i comuni affidano loro, ma lo sub-affidano ad una miriade di cooperative e società con assoluta discrezionalità e senza alcuna gara, anche quando si tratta di commesse milionarie, magari attraverso l'artificio del frazionamento dell'appalto». C'è di tutto, nell'esposto che Bottacin girerà anche all'Autorità anticorruzione: affidamento a terzi dei servizi, coop rosse ma non solo; zero controllo da parte dei comuni. E un'enorme potere su un'enorme massa di denaro pubblico, che si può usare anche molto male. Mafia capitale docet .

IL GIOCO DELLE TRE CARTE

Gli esempi, qua e là per l'Italia, sono diversi. Meno debiti scaricandoli sulle partecipate, o vendendo a società in house le proprie reti. È il caso della Ravenna holding spa, su cui il Comune ha scaricato, dice l'opposizione, debiti per circa 33 milioni. Dall'Emilia alla Puglia. La Corte dei conti, sulla base dei bilanci 2012, ha puntato l'indice contro «la tendenza da parte degli amministratori locali a scaricare le perdite d'esercizio delle società partecipate sugli enti locali, gravando quindi sui contribuenti». Prendiamo la Santa Teresa spa di Brindisi, società multiservizi della Provincia con un valore di produzione nel 2012 di 5.467.322 euro e un utile netto di esercizio di 211.980 euro. La Provincia ha trasferito alla partecipata, per far fronte ai contratti di servizio, 6.804.835 euro.

BILANCI FANTASMA

Una galassia con molti buchi neri, quella delle partecipate degli enti locali. A rilevarlo è anche il Cerved, il centro studi che periodicamente analizza la pubblica amministrazione italiana. Molte società partecipate non depositano neppure il bilancio, una zona d'ombra che può far comodo se si vuol nascondere la polvere sotto il tappeto. «Un numero non trascurabile di società ancora operative, 656 (il 12%), non ha mai depositato il bilancio del 2012 (o riporta un attivo pari a zero) - si legge nell'ultimo rapporto del Cerved - Il mancato deposito di bilancio spesso denota una situazione di difficoltà dell'azienda, che non riesce a chiudere i libri contabili. Nella maggior parte dei casi, il 72%, si tratta di società per cui il problema è ricorrente nel tempo (anche nel 2011 non è stato depositato un bilancio). Non mancano però casi di partecipate di dimensioni medio-grandi che non hanno adempiuto all'obbligo di deposito del bilancio (25 con un totale dell'attivo compreso tra 10 e 50 milioni nel 2011 e 13 con un totale dell'attivo superiore a 50 milioni)». Una giungla con troppe ombre.

Commenti
Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Sab, 13/12/2014 - 08:22

questa è una di quelle idee della sinistra: le municipalizzate furono un escamotage per aggirare la riforma della privatizzazione attuata nel 1992! è la sinistra stessa che approvò la riforma della privatizzazione e la creazione delle municipalizzate, che pur essendo privatizzate, furono comunque a carico dei contribuenti!!! bravi!! bravi!! non lo sapevate, PSICOSINISTRONZI??? ovvio, siete troppo cretini... :-)

blackbird

Sab, 13/12/2014 - 08:51

Le "partecipate" funzionano tutte così. Assunzioni senza concorso, e appalti senza gare: sono società private, in fin dei conti. I socio "pubblico" è solo un socio, non è mica l'amministratore o il controllore! Partecipa alla divisione degli utili o delle perdite non amministra l'azienda!

Solist

Sab, 13/12/2014 - 09:52

ormai questo paese è senza ritorno in qualsiasi direzione ti muovi si ha a che fare con raggiri, imbrogli e puttanate varie. non c'è giorno che passi senza uno scandalo, di questo passo la guerra civile è prossima! paese di mmmerda

Beaufou

Sab, 13/12/2014 - 09:58

I parlamentari, invece di perdere il tempo a twittare o andare in TV, dovrebbero studiare delle leggi rigorose e chiare, di interpretazione immediata, per evitare che il denaro pubblico venga gestito in modo tanto avventato. Ma mi rendo conto che forse il compito è troppo arduo per loro, e soprattutto molto più faticoso delle loro attuali occupazioni.Napalm.

canaletto

Sab, 13/12/2014 - 10:12

MA LE VARIE CORTI DEI CONTI CHE CI STANNO A FARE?????? SE NON FANNO NULLA E QUINDI SONO INUTILI, ABOLIAMOLE E RISPARMIAMO TANTI BEI SOLDI PER STIPENDARE FANNULLONI. TUTTI I BILANCI DEI COMUNI SONO MARCI, ALTRO CHE LA LEGGE SUL FALSO IN BILANCIO SOLO PER I PRIVATI, PRIMA APPLICHIAMOLA AI BILANCI DI GOVERNO, REGIONI E COMUNI, GRANDE CLOACA SENZA FONDO IDEATA DALLA SINISTRA

geronimo1

Sab, 13/12/2014 - 10:27

La vera Tangentopli moderna sono le assunzioni e gli incarichi: cosi' i politici tengono in pugno la societa'..!!! Ormai pochi stupidi si fanno trovare con valigette piene di contanti...!!! Una Assunzione negli anni vale milioni di euro e lega indissolubilmente "padrini" e "beneficiari".... E? chiaro che il sistema delle municipalizzate, partecipate, consociate e "in house" (queste mi fanno ridere, sono gli stessi rientrati dalla finestra a costi maggiorati...!!!!) costituiscono l' humus perfetto per i "capibastone" locali... Comunque anche negli Enti veri e propri non ci vuole poi molto ad "ammaestrare" le commissioni di concorso: ricordate TUTTI (ma proprio tutti) tengono bisogno!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

PDA

Sab, 13/12/2014 - 10:33

Solo se l'importo di una gara supera 200000 € é obbligatoria una gara europea, con pubblicazione sulla GUCE(gazzetta ufficiale delle comunità europee), questo non vale se l'importo é inferiore, ma é obbligatoria sempre una gara di appalto. Inoltre é vietata dalla normativa comunitaria la suddivisione dell'importo per evitare di oltrepassare il limite.

Ritratto di 02121940

02121940

Sab, 13/12/2014 - 10:40

A pensar male si fa peccato, ma qualche volta ci si azzecca. Non credo certo di essere l'unico a ragionare in tal modo, stante il fatto che sono decenni che il sistema politico segue queste regole, anche se le modalità mafiose sono relativamente recenti. Gli uomini di Craxi andavano a prendere i soldi quasi con la carriola, ma già da allora c'era chi aveva metodi più raffinati e - ad esempio - preferiva le consulenze, per altro ancora in auge: nomi non si possono fare, è ovvio, ma certamente i meno giovani li ricordano.

eloi

Sab, 13/12/2014 - 10:44

Considera tutta la storia politica italiana fino ad oggi sarebbe necessario un ritorno al 1946 e ripartire dalla Costituente.

antonio54

Sab, 13/12/2014 - 10:44

Un paese che funzioni in questo modo, è un miracolo che non sia già fallito. Comunque siamo sulla buona strada, direi in dirittura d'arrivo...

mezzalunapiena

Sab, 13/12/2014 - 11:01

guardia di finanza e magistratura cosa fanno?

Ritratto di Amsul Parazveri

Amsul Parazveri

Sab, 13/12/2014 - 11:01

Ma Matteo Ming, Imperator di Mongo, non voleva rottamare tutto? Che pupazzo!

Ritratto di stenos

stenos

Sab, 13/12/2014 - 11:19

Scoperta l'acqua calda. C'è chi si chiede cosa fa la magistratura. Nulla. E scambio pure questo. I pd ruba tramite le municipalizzate e i magistrati questi tutti rossi, vera casta, continuano ad avere privilegi e a distruggere gli avversari politici del pd ricevendo in cambio la garanzia di mantenere i privilegi. Semplice, ovvio, e lì da vedere......

unosolo

Sab, 13/12/2014 - 11:26

Lo sanno anche i muri , certi accordi prevedono al di sotto di una certa quota si può dare un mandato per urgenza o per sicurezza per lavori , ed ecco che da molti anni mangiano amici parenti e anche portaborse , vitalizi e doppie pensioni , rimborsi sono tutti previsti da anni nelle varie amministrazioni di enti a grandi consociate , municipalizzate insomma un furto continuo autorizzato , nessuno dei politici fermerà magari per i posteri questi sciali.

Ritratto di 654321

654321

Sab, 13/12/2014 - 11:32

E' cosi in tutti i comuni e provincie rosse, altro che tassarci, bastardi potremmo essere il Pincipato d'Italia con tutti i soldi che si rubano i ragni rossi.

Anonimo (non verificato)

fustigatore2014

Sab, 13/12/2014 - 13:55

Il comune di Roma ha una galassia di partecipate al pari di quelle della regione dove gli amministratori e direttori sono scelti con metodi clientelari e gli appalti affidati senza regole e molto discrezionalmente agli amici degli amici. Sviluppo Lazio è un esempio di sprechi e clientelismo. La corte dei conti è chiaramente complice ! !!@

Ritratto di MARINA58

MARINA58

Sab, 13/12/2014 - 16:04

Noi abbiamo...ABBANOA nella bufera:uno schifo.GRAZIE!!PS vi scrivo e vi seguo tra pulizie domestiche.Grazie!!

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Dom, 14/12/2014 - 00:51

Forse è con questo sistema che il nostro paese è stato riempito di edifici costati milioni di euro e mai utilizzati. Si finanziano e si costruiscono ospedali, caserme, carceri, scuole, impianti sportivi, case popolari, NUVOLE (di Fuksas), CHE NON ENTRANO MAI IN FUNZIONE PERCHÉ IL LORO SCOPO È SOLO QUELLO DI FAR GUADAGNARE CHI LI HA COSTRUITI E I POLITICI CHE LI HANNO APPROVATI. Come ci fa sapere da tempo Brumotti a Striscia la notizia.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Mer, 17/12/2014 - 12:43

@geronimo1- Non ne ho ovviamente certezza, ma mi sembra d'intuire che lei sappia già che il presidente della regione Molise proviene da una famiglia il cui padre, DC, ha sempre maneggiato in politica;il figlio ne è il degno erede, egli è un rinnegato per mero opportunismo personale ,passato dal cdx al Pd, partito che ha subito provveduto alla sua elezione.Ne sta combinando di cotte e di crude, nel settore sanitario la regione ormai è totalmente collassata.Che i molisani imparino, ma ne dubito, perché sembra che più il Pd si distingua per aver ereditato la rete clientelare della DC e per averla ampliata, per la pessima amministrazione, più raccolga voti.Il Molise è stato sempre un feudo bianco, ora è diventato un feudo rosso, la maggior parte dei feudatari sono sempre i soliti, a loro si sono aggiunti dei nuovi, favoriti da parentele ed amicizie.