Apre Ferrarilandia. La Rossa mette i brividi con gli ottovolanti da F1

Dopo gli Emirati, inaugurato in Spagna il parco divertimenti ispirato a Maranello

Tarragona - Prima ad Abu Dhabi, negli Emirati, da ieri anche a Tarragona, in Spagna, a un'ora di auto da Barcellona. E presto in Cina: l'accordo con una società del gruppo automobilistico Baic è stato firmato un anno fa, resta da scegliere la località. Da ieri, dunque, anche l'Europa ha il suo primo «Ferrari Land», il parco tematico dedicato al Cavallino rampante, uno spicchio d'Italia inserito nel grande complesso di attrazioni e divertimenti di PortAventura World.

Costruire una piccola Maranello in terra spagnola, con tanto di mini circuito e casa di Enzo Ferrari (Fiorano), ingresso della storica fabbrica, officine, box, l'immancabile negozio e perfino il ristorante Cavallino è costato più di 100 milioni. Ferrari e Maranello, però, vogliono soprattutto dire Italia. Ecco allora il Colosseo, il campanile di San Marco con il Palazzo Ducale, la Scala di Milano e la statua del David con alle spalle la facciata di Palazzo Vecchio: alcuni dei simboli del Belpaese nello spazio di 70.000 metri quadrati.

Motori, passione, storia, arte e mangiar bene in questo angolo di Spagna dove turisti da tutto il mondo potranno vivere un giorno da pilota (anche i più piccoli) e fare a gare con gli amici su chi impiega meno tempo nel cambio delle gomme ai box. Ma, soprattutto, toccare con mano il mito di Enzo Ferrari. «Questo parco tematico è un tributo al genio del Drake», ha spiegato il presidente di PortAventura World, Arturo Mas Sardá.

Non solo monumenti, cibo e gelati della nostra Italia. «Ferrari Land» significa soprattutto emozioni e anche brividi. La prima cosa che si vede, arrivando in auto a Tarragona, è l'enorme simbolo della Ferrari che campeggia al centro di una torre. Subito dopo, accompagnato dall'inconfondibile rombo di una F1, ecco schizzare via dai box un «trenino» a forma di monoposto che in 5 secondi tocca i 180 orari, si arrampica e si avvita per i 112 metri di questa torre, per poi «precipitare» dalla parte opposta e raggiungere ancora i box. Tra partenza e arrivo saranno passati nemmeno 20 secondi. Da rimanere senza fiato (chi scrive ha preferito guardare e sognare). «Red Force» è l'acceleratore verticale più alto d'Europa, visibile per la sua imponenza a diversi chilometri di distanza. Marc Gene, spagnolo, pilota e collaudatore della Rossa, è il testimonial di «Ferrari Land»: «Si tratta della stessa accelerazione che un pilota di F1 prova», spiega.

Poco distanti ecco le «Thrill Towers», due attrazioni che ricordano, nella forma, altrettanti pistoni giganti di una monoposto di F1. Si sale lentamente, seduti e bene imbragati, fino a quando, raggiunta una certa altezza, si «cade» nel vuoto. Anche in questo caso, da rimanere senza fiato.

Provare i brividi di un Gran premio è pure possibile. Si chiama «Pole Position Challenge» l'area dove si trovano otto simulatori molto simili a quelli utilizzati da Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen per i loro training. Ma «Ferrari Land» guarda soprattutto ai bambini, allo scopo di trasmettere a loro la passione per la F1 e i motori, educandoli fin dalla giovane età a tifare per il Cavallino rampante. I più piccoli, quindi, possono vivere l'emozione di guidare, in tutta sicurezza, un mini-bolide di Maranello con a fianco papà o mamma, lungo una pista. È la «Junior Championship». E per il vincitore c'è il «Kid's Podium», un'area giochi ricca di sorprese.

Per Piero Ferrari, vicepresidente del Cavallino e figlio di Enzo, che ha acceso i motori del parco, la favola continua.

Commenti
Ritratto di OdioITedeschi

OdioITedeschi

Ven, 07/04/2017 - 09:39

Chissà perché in tutte le nazioni ci sono parchi divertimento o anche semplici giostre in ogni parco cittadino o in ogni angolo di città e paesini (come in Olanda, Germania o Danimarca) mentre in Italia per i bambini non si fa mai un bel niente: e poi si vedono i risultati: un popolo arrogante (secondo solo ad americani, svizzeri e tedeschi), che non ama studiare o applicarsi sulle cose che, senza stimoli e ora addirittura sta pure perdendo la sua fantasia e la sua creatività: come mai in Svezia, Olanda o Danimarca nascano tante di quelle start-up sopratutto informatiche da parte dei giovani mentre in Italia neanche una?

manfredog

Ven, 07/04/2017 - 12:33

..in Spagna..!!!!!!!!!!!!!!!! mg.