Arrestato Abrini, per la polizia «è l'uomo col cappello»

Ma anche in questo caso gli inquirenti non nascondono dubbi: «Forti indizi, ma nessuna prova certa»

Francesco De Remigis

Complice di Salah Abdeslam e ultimo super-latitante delle stragi di Parigi. Mohamed Abrini, 31 anni. Sarebbe lui il famigerato «uomo col cappello» secondo i media belgi. Che sia l'unico sopravvissuto del commando all'aeroporto di Bruxelles è però solo una «ipotesi di lavoro» al vaglio degli inquirenti, dice l'Afp. Arrestato ieri ad Anderlecht, in Belgio, per la gente di Molenbeek Abrini era invece uno dei tanti giovani cresciuti nel quartiere. Due facce. La polizia lo considera un «terrorista». Nel mandato l'accusa di complicità in preparazione degli attentati del 13 novembre. C'è la segnalazione di un viaggio in Siria nel giugno scorso: gli inquirenti ipotizzano che fosse sulle tracce del fratello Souleymane, morto da combattente per il jihad, tra le file dell'Isis. Ma dopo i furti, i danneggiamenti a negozi e grandi magazzini, gli stupefacenti, il quartiere di Molenbeek lo ricorda ancora come il garzone della boulangerie dichiarata fallita qualche anno fa. Altri lo celebrano come ladruncolo. Uno scippatore che ha fatto il salto di qualità dopo un colpo da 200 mila euro. Era sulla lista degli uomini più ricercati d'Europa da quando fu identificato nel video dell'11 novembre: con Abdeslam in una stazione di servizio alle porte di Parigi a bordo di una Renault Clio. Due giorni dopo quell'auto fu utilizzata per gli attacchi nella capitale francese. Abdeslam, arrestato a quattro giorni prima degli attentati di Bruxelles, a caldo aveva parlato di lui: dopo il Bataclan ho contattato una sola persona, Mohammed Abrini. Il suo Dna è stato ritrovato nell'appartamento di Rue Max Roos nel quartiere brussellese di Schaerbeek, da cui sono partiti i kamikaze dell'aeroporto. Con Abrini sono state arrestate altre due persone. Osama Krayem, siriano, era entrato come migrante da Leros con passaporto falso e per la tv belga Rtbf avrebbe comprato lui, nel centro commerciale City2 di Bruxelles, le borse per gli attentati del 22 marzo. Si pensa che abbia fatto da autista al kamikaze della metropolitana di Bruxelles. E Abu Amri, secondo Politico.eu la «mente» dietro gli attentati all'aeroporto. Si attendono conferme su Abrini. È però «più che probabile che sia l'uomo con il cappello apparso nelle immagini di sorveglianza del 22 marzo dell'aeroporto di Bruxelles insieme ai due kamikaze» insistono i media belgi.