Arrestato operaio ghanese Stuprò la cognata 13enne

Serenella Bettin

Ghanese violenta la cognata di appena tredici anni e la mette incinta. Arrestato, ora è a piede libero. A tradirlo la prova del Dna. L'ha violentata, l'ha stuprata, ha abusato di lei profittando del fatto che la moglie, sorella della vittima, si trovasse in ospedale al Ca' Foncello di Treviso per partorire il loro secondo figlioletto. Da quella violenza né è nato un bimbo. I fatti risalgono ai primi mesi del 2016 quando l'operaio, ghanese, di 28 anni, residente a Quinto di Treviso ha abusato della tredicenne di origini ghanesi, nata in Italia. Anzi forse ha anche pensato di farla franca, dal momento che la ragazzina, in primavera, si è trasferita in Inghilterra con la madre, dove attualmente vive. Un trasferimento il loro, dovuto a motivi lavorativi. Ed è proprio in Inghilterra che la ragazza ha scoperto di essere incinta. La giovane tredicenne inizialmente aveva detto di essere stata violentata da una persona che non conosceva. «Diceva che non conosceva l'autore della violenza». «Sono stata stuprata per strada da uno sconosciuto», avrebbe detto la ragazza, forse presa dalla vergogna. Increduli, i genitori hanno subito denunciato il fatto alle forze di polizia inglesi e, infatti, ad avviare l'inchiesta sono stati gli stessi investigatori di Scotland Yard. In seguito la vittima ha raccolto tutto il coraggio che aveva con sé e ha raccontato la violenza subita quando viveva in provincia di Treviso. Non l'aveva detto a nessuno, nemmeno alla sorella, moglie dello stupratore.

Da lì sono partite le indagini, coordinate dal pm Barbara Sabatini, con la squadra mobile di Treviso e la polizia di Scotland Yard. Gli ulteriori accertamenti hanno permesso di ricostruire il caso. La violenza era da ricondurre al cognato immigrato, ghanese, regolare, in Italia da molti anni, operaio in una azienda nella Marca trevigiana. A giugno scorso per lui, su ordine dell'autorità giudiziaria italiana, sono scattate le manette per violenza sessuale. Ma ancora il cerchio doveva chiudersi. Si doveva aspettare la nascita del bimbo per fare il test del Dna per la conferma: il padre è proprio il cognato. Per lui si prospetta un processo per violenza sessuale su minore, aggravata dai vincoli di parentela. Intanto però l'operaio ghanese gode di una misura affievolita, è ai domiciliari, con l'obbligo di firma. La ragazzina, invece, diventata mamma continua a vivere in Inghilterra con i genitori.