Arriva il business d'oro: i «ritocchini» dei cinesi

Appello di un'imprenditrice: cerchiamo soci in Italia Il 20% dei giovani della Repubblica popolare chiede occhi più grandi, arti allungati e nasi all'occidentale

Fra i cinesi spopola il look all'occidentale. Vogliono gli occhi più grandi, il naso con la gobbetta e addirittura si fanno allungare gli arti per guadagnare qualche centimetro. E poi ci sono quelli che si fanno schiarire la pelle e ritoccare le labbra. Manie di ritocchi estetici che presto potrebbero diventare un business milionario anche nel nostro paese. Ma per ora si accontentano dei trattamenti benessere e di qualche «aggiustatina». L'imprenditrice cinese Wenhong Yu ha lanciato un appello a Expo: vuole investire capitali, a quanto pare consistenti, in Italia e cerca un partner con cui lavorare per ampliare la sua catena di centri benessere e di bellezza. Si rivolge a chi già gestisce terme e spa ma anche a tour operator interessati al sodalizio italo-cinese. Oltre ai soldi, lei porterebbe un pacchetto clienti consistente: non solo i cinesi già trasferiti in Italia ma anche quelli che non osano fare i trattamenti (anche senza bisturi) in Cina e cercano una certa discrezione per potersi cambiare i connotati in santa pace.

La nuova catena sarebbe una buona occasione di lavoro per i giovani italiani: la manager infatti assicura contratti in regola, orari di lavoro in base ai più consolidati crismi sindacali italiani e profili professionali certificati. Insomma, tra le righe chiede di dimenticare le abitudini con cui i cinesi sono sbarcati in Occidente e promette che non ci saranno più professioni abusive, sfruttamenti vari e nemmeno l'igiene lascerà più a desiderare.

I numeri per produrre utile sembra ci siano. Basti considerare che in Cina il 20% dei minori chiede, come regalo per la maggior età, l'operazione agli occhi, per averli grandi come quelli degli occidentali, sognandoli addirittura come quelli dei Manga giapponesi. Idem per il naso: le ragazzine vogliono liberarsi del nasino schiacciato e lo vorrebbero aquilino e ben pronunciato, tanto da accettare l'applicazione di protesi pur di vedersi diverse.

Ma i centri di bellezza sono pensati anche per gli occidentali e studiati su misura per le loro esigenze. Così accade già da qualche anno in Germania, dove l'imprenditrice cinese ha aperto un centro «medical resort» super lusso nella zona dell'Obertal, alle pendici della foresta nera.

Wenhong Yu, 44 anni (ma, per deformazione professionale, più simile a una ventenne) e in super carriera, ha le idee ben chiare: lei, fondatrice della «Young merry real international Group» con sede a Hangzhou, già gestisce qualcosa come 4.300 centri di bellezza in tutta la Cina. Promette effetti miracolosi anche senza l'utilizzo della chirurgia grazie a trattamenti che regalano la giovinezza. Tra questi una crema «miracolosa» da applicare quattro volte alla settimana. Restano due incognite: conquistare la fiducia degli occidentali e offrire un servizio che non sia clone di qualcosa che già esiste. La proposta di Wenhong Yu arriva da una sede insolita: Expo, l'esposizione universale dedicata al tema del cibo e alla nutrizione del pianeta dove, spesso e volentieri, si ha l'impressione che si parli di tutt'altro. Ma i cinesi sono così: hanno a disposizione una vetrina internazionale e la sfruttano a più non posso, senza farsi tanti scrupoli o chiedersi se le proposte sono a tema o meno. E così il padiglione Cina diventa anche bacino di affari, di incontri commerciali che esulano dal settore alimentare. L'intenzione è quella di sfruttarlo per rafforzare i rapporti con l'occidente in tutti i settori. Tanto che, una volta finito Expo, il padiglione verrà lasciato in Italia, spostato fuori dall'area di Rho e utilizzato come hub di contatto con tutto ciò che è Made in Italy . Gli imprenditori cinesi si stanno confrontando su come utilizzare al meglio l'occasione e, con tutta probabilità, la proposta di Wenhong Yu non è destinata a rimanere l'unica.