Arriva il giorno di Parisi: "Noi alternativi a Renzi E questo è solo l'inizio"

Mr. Chili apre la convention: "Da Berlusconi un grosso in bocca al lupo". Oggi il secondo round

Milano - Poca saliva in bocca. Quando Stefano Parisi entra al Megawatt di Milano si vede che sente tutto il peso su di sé. Deglutisce, stringe mani, sorride ma è evidente che sia teso; parecchio teso: perché i riflettori finalmente si accendono su di lui e sul suo Energie per l'Italia, kermesse su cui lo stesso Parisi ha contribuito a riversare aspettative gigantesche. Tutto è rimasto top secret fino all'ultimo istante: buio sulla squadra; buio sui temi affrontati; buio sui programmi. Ligio a un riserbo quasi maniacale. Ma ieri è arrivata l'ora di fare luce. Di accendere le tre lampadine, logo della sua personalissima Leopolda. Tutto giallo, il colore del sole che dovrebbe scaldare la nuova rivoluzione liberale che Parisi intende guidare.

La mattina Parisi la passa a casa, arriverà all'ultimo minuto in sala, lasciando la moglie Anita ad accogliere i primi arrivati. Poi tocca a lui ad accendere i motori della sua «Cosa», benedetta da Silvio Berlusconi: «Mi ha telefonato ieri e mi ha fatto un grosso in bocca al lupo», rivela ai cronisti a margine della convention.

E quindi si parte. Ma attenzione: quello di ieri è soltanto il primo rombo; è soltanto il primo passo per un percorso che sarà lungo e faticoso. Lo dice in chiaro, Mister Chili Tv: «Oggi è l'inizio di un lavoro che deve continuare. Vorremmo arrivare agli inizi dell'anno prossimo con una vera e propria piattaforma di governo». L'ambizione è quella di puntare a palazzo Chigi. Detto in altro modo: «Sono io, siamo noi l'anti Renzi». Parisi sa che il sale della sua cosa dev'essere costituito da gente fresca, nuova, capace. E il suo movimento vuole essere inclusivo: «Oggi parlano persone libere e generose che non aderiscono per forza ma che pensano che non ci dev'essere o Renzi o il caos ma un'alternativa liberale».

Eccolo il messaggio forte di Parisi; il filo conduttore che tutto lega e tiene insieme: in Italia occorre una siringata di liberalismo altrimenti si affonda. Lo Stato deve fare non uno ma due o tre passi indietro altrimenti non si crescerà mai. Parisi attacca il governo senza giri di parole: «Il Paese è fermo. La situazione è drammatica e non si può rispondere con un ottimismo di facciata»: una bordata al premier e al suo governo. E per allontanare ogni sospetto che Parisi voglia fare una «cosa» centrista e filonazarenica cerca di rassicurare tutti, anche e soprattutto quegli azzurri che qualche sospetto ce l'hanno ancora: «Saranno due giorni importanti - giura - avremo molti contributi ma ci concentreremo su alcuni punti fondamentali per il futuro dell'Italia ma che daranno anche la forte sensazione di quanto saremo alternativi al centrosinistra: dal tema dell'immigrazione a quello della pressione fiscale e della burocrazia».

Lib-pop: ossia liberale e popolare. La Leopolda parisiana ha obiettivi ambiziosissimi: rendere popolare quello che storicamente è elitario, ossia il liberalismo e il liberismo. E quindi eccolo il rischio: fare qualcosa di troppo elitario e ristretto. Ma anche in questo caso Parisi scaccia questo pensiero: «Io non voglio fare un partitino e non ci dobbiamo mettere nella logica dell'alchimia, ma ascoltare le esigenze delle persone, che vanno riportate alla fiducia e a votare non contro ma per qualcosa».

Insomma, si vuole rivivere quel momento di liberalismo di massa che fu il berlusconismo delle origini. Quello del 1994. E infatti Mister Chili non nega che guardi proprio a quel momento: «Bisogna capire se gli ideali del '94 devono essere aggiornati sulla base di un mondo che è cambiato completamente».

Così la prima giornata scivola via con la sensazione di aver avuto soltanto l'antipasto, con il rispettoso saluto e omaggio a Carlo Azeglio Ciampi, «persona con cui ho avuto l'onore di lavorare». Antipasto, si diceva, perché il piatto forte sarà oggi. In salsa liberale, ovviamente. Parleranno gli economisti Veronica De Romanis, parlerà il presidente di Federacciai Antonio Gozzi, parlerà il numero uno dell'Ance Claudio De Albertis. Ma soprattutto parlerà lui. Parisi.

Commenti

Iacobellig

Sab, 17/09/2016 - 08:44

FARE MOLTO IN FRETTA, DEL BUFFONE NE ABBIAMO LE TASCHE!

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Leonida55

Sab, 17/09/2016 - 09:29

Senza una grande coalizione, non si può vincere. A sinistra, pur di non far vincere l'avversario, si alleano pure col diavolo, oppure accolgono i rinnegati, di cui conosciamo diversi nomi, dando loro pure cariche importanti, pur di comandare (male) il paese.

antipifferaio

Sab, 17/09/2016 - 09:36

Spiacente ma dopo un pres. del consiglio imposto e nominato dall'alto non ne vogliamo un altro.... Please, primarie nel centro destra!

linoalo1

Sab, 17/09/2016 - 10:22

Macchè Rivoluziobe e Rivoluzionu,noi Italiani,ne abbiamo le éalle Piene dei soliti Slogan,mai seguiti dai fatti!!!!Tutti i Cittadini Italiani,con un po' di Sale in Zucca,direbbero,più o meno,le stesse cose! E Renzi,il Capo del suo Sinistro Regime,rude sotto i baffi perché sa bene che non esiste una Vera Opposizione!!!!Mi sa tanto che,i Cittadini Italiani,siano stanchi di aspettare qualcuno che li aiuti e che,tra non molto,si aiuteranno da soli!!!!LEuropa,ormai,è diventata una Pentola di Fagioli in Ebollizione!!!Si sente Brontolare ovunque!!!Brutto Segno!!!!

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Memphis35

Sab, 17/09/2016 - 11:14

Anzichè parlare di teologia sarà meglio cercare alleanze con Lega e FdI. E poi: pochi punti ma chiari. In primis: cosa si intende fare prima di essere travolti dall'Africa intera?

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Giano

Sab, 17/09/2016 - 12:51

Ripeto quanto scritto ieri: acqua fresca. Continuo a leggere tutti gli articoli su Parisi e sulla "Cosa", sperando di scoprire un guizzo d'ingegno, una prova tangibile di una nuova visione della politica che dia un briciolo di speranza. Ma non ci trovo un'idea nuova, originale e concreta, una sola, nemmeno a cercarla col lanternino. Politichese puro, che dice tutto e niente. Quello che viene riportato in questo pezzo potrebbe averlo detto chiunque: anche il barbiere di Pompu.

antonmessina

Sab, 17/09/2016 - 12:51

per eliminare il fantoccio fiorentino ci vuol ben altro .. questa specie di zombi è pure antipatico e senza alcuna possibilita di prendere i voti che ci vorrebbero.

antonmessina

Sab, 17/09/2016 - 12:51

per eliminare il fantoccio fiorentino ci vuol ben altro .. questa specie di zombi è pure antipatico e senza alcuna possibilita di prendere i voti che ci vorrebbero.

edo1969

Sab, 17/09/2016 - 12:56

cronache dal nulla

edo1969

Sab, 17/09/2016 - 12:56

bravi bravi ma io voto casapound

edo1969

Sab, 17/09/2016 - 12:58

è solo l'inizio ! ah ah ah pover'uomo

Ritratto di Giano

Giano

Sab, 17/09/2016 - 15:54

Vale quanto detto su un articolo di Ostellino sul liberalismo. In un momento drammatico della nostra storia, mentre assistiamo impotenti all’islamizzazione dell’Europa, questi sono argomenti da discussioni accademiche poco attinenti alla realtà. Qui si parla di liberalismo, come nei salotti bene e nelle terrazze romane si parla di solidarietà ai poveri, terzomondismo, ugualitarismo, socialismo, riformismo e ismi vari; ma sempre a debita distanza dalla cruda realtà, che spesso è sporca e puzza. Siamo invasi da afro-arabo-asiatici, accogliamo i terroristi che ci stanno mettendo le bombe sotto il culo e qui sembra di essere sul set della Grande bellezza dove, fra tartine al caviale e champagne, ci si intrattiene in disquisizioni accademiche sul liberalismo. Le terrazze sono simili, le tartine anche; la differenza è fra radical chic e liberal choc.