Assolti i Mastella: lui si dimise e Prodi cadde

Inchiesta sulle nomine dell'Asl, il Tribunale di Napoli ora riscrive la storia

Patricia Tagliaferri

Roma Dopo nove anni sulla graticola Clemente Mastella, oggi sindaco di Benevento ma allora ministro della Giustizia, è stato assolto dall'accusa di concussione nel processo per presunti illeciti nelle nomine alle Asl e in altri settori pubblici. A causa di questa inchiesta clamorosa sul cosiddetto «sistema Udeur», Mastella si dimise e senza il suo appoggio e quello del suo partito il governo Prodi cadde sul voto di fiducia il 24 gennaio del 2008. L'indagine travolse anche sua moglie, numerosi politici locali, amministratori pubblici e professionisti.

Eppure, si scopre ora, tutte le accuse ipotizzate dalla Procura che travolsero l'Udeur e costarono a Mastella la poltrona di Guardasigilli, erano infondate: assolto con formula piena da tutti e tre i capi di imputazione, perché il fatto non sussiste e perché non costituisce reato. L'inchiesta, invece, ipotizzava una presunta concussione ai danni dell'ex presidente della regione Campania, Antonio Bassolino. Sotto accusa insieme a lui erano finiti anche la moglie Sandra Lonardo, all'epoca presidente del Consiglio regionale della Campania, finita agli arresti domiciliari, l'ex consuocero Carlo Camilleri e gli ex assessori regionali Luigi Nocera e Andrea Abbamonte: tutti assolti.

Secondo il pm Ida Frongillo, invece, che aveva sollecitato per Mastella una condanna a due anni e otto mesi, l'ex ministro avrebbe chiesto e ottenuto la nomina di un uomo di fiducia all'Asl di Benevento in cambio del sostegno dell'Udeur alla giunta Bassolino, minacciando una crisi politica in Regione Campania attraverso il ritiro di due dei suoi assessori. L'inchiesta era andata avanti nonostante il governatore Bassolino davanti ai magistrati negò di aver subito minacce o pressioni da Mastella, circoscrivendo i colloqui avuti con il presidente dell'Udeur a «fatto politico» e riconducendo la questione ad un problema territoriale di Benevento, dove si era inasprita la «competizione tra i due partiti di centro, la Margherita e l'Udeur».

La quarta sezione penale del tribunale di Napoli non ha condiviso l'accusa di concussione nei confronti di Mastella, neanche quella di concussione impropria elaborata dal pubblico ministero durante la requisitoria. Nel corso di una precedente udienza il reato era stato già derubricato in induzione indebita, ma anche in questo caso non è stata raggiunta la prova e si è così arrivati ad un'assoluzione piena.

Il sindaco di Benevento ha aspettato la sentenza nella sua villa di Ceppaloni, circondato da tutti i suoi familiari. «È una riparazione a dieci anni di sofferenze perché è una vicenda che ha toccato tutta la mia famiglia. Non auguriamo a nessuno quello che è successo a noi. Ricordo quello che mi disse Andreotti: a me hanno risparmiato la famiglia, a te neppure quella», ha commentato Mastella, che oggi terrà una conferenza stampa.

Il processo si è trascinato lentamente per oltre otto anni, portando alla prescrizione del reato per la Lonardo, allora finita anche ai domiciliari per un'ipotesi di tentata concussione. La Procura di Santa Maria Capua Vetere la accusava di aver tentato di far rimuovere un manager dell'ospedale di Caserta, Luigi Annunziata. Sono stati assolti anche Felice Casucci, ex consulente legale di lady Mastella, Nicola Ferraro, all'epoca consigliere regionale, e Fernando Errico, ex capo gruppo Udeur in Regione Campania.

Mastella è stato assolto anche, perché il fatto non sussiste, per la presunta concussione ai danni di Antonio Barbieri.