Atene respira, Pechino si rialza E le Borse europee festeggiano

Milano Le Borse europee rimbalzano e gli investitori finanziari tirano un sospiro di sollievo. Ma chi ha favorito l'inversione dei corsi di una delle settimane più complicate per l'Eurozona? Da un lato c'è Alexis Tsipras, che dopo aver fatto sperimentare alla Grecia un concreto assaggio di «comunismo reale» con banche e mercati chiusi per due settimane, sembra giunto a più miti consigli, dall'altro c'è il governo cinese, che è stato pronto a intervenire a sostegno della sua Borsa valori. Una mossa necessaria perché Shanghai, in tre settimane, aveva bruciato 2.500 miliardi di euro, pari al debito di Italia e Spagna messi insieme, ossia il 32% del suo valore. Ma il Paese comunista più capitalista al mondo ha immesso velocemente liquidità sul suo mercato azionario tanto da meritarsi il plauso del presidente russo Vladimir Putin. «La Cina è stata e rimarrà la locomotiva dell'economia globale - ha detto Putin - e il governo cinese è tranquillo per l'andamento della Borsa».

Pechino ha mostrato i muscoli dunque, tanto che la Borsa di Shanghai ha guadagnato il 10% in due sedute, come già ha fatto nel 2008, quando, nel pieno della bolla finanziaria mondiale, ha inondato di credito il suo sistema economico. Per sostenere la crescita non ha badato a spese e con 600 miliardi di dollari ha mantenuto l'espansione della sua economia a due cifre fino al 2013 mentre, nel 2014 si è dovuta accontentare di un +7,4%.

Tornando all'Europa ieri le piazze del vecchio Continente hanno messo a segno crescite interessanti. Si va dal 3% di Milano al 3,07% di Parigi, al 3,19% di Madrid, al 2,9% di Francoforte fino all'1,39% di Londra. A Piazza Affari brillano i bancari soprattutto Mps (+8%). Tira il fiato anche lo spread tra Btp e Bund che scende a 125 punti base, questo dato è fortemente influenzato dal fatto che il mercato vede probabile la chiusura dell'accordo tra Grecia e creditori nel fine settimana. In calo anche il rendimento del Btp decennale al 2,06%. Successo anche per l'asta Bot a un anno. Il Tesoro ha collocato tutti i 6,5 miliardi di euro di Bot, ma con tassi in rialzo ai massimi da febbraio scorso. Il rendimento medio è salito infatti allo 0,124% dallo 0,061% dell'asta di giugno. A fine giornata, a Borse già chiuse, il presidente della banca centrale Usa Janet Yellen ha cercato di rovinare la festa annunciando un probabile rialzo dei tassi entro la fine dell'anno anche se eventuali «sviluppi imprevisti» potrebbero anticipare o ritardare il primo ritocco, viste le «prospettive incerte» per l'economia Usa, che appare comunque destinata a una «moderata crescita» per il resto del 2015.