In attesa dell'asilo impiegabili in lavori ma non retribuiti

Per evitare il vuoto dell'attesa, visto i tempi lungi dell'iter di riconoscimento del diritto di asilo, i richiedenti potranno essere impiegati, se lo vorranno, in lavori di pubblica utilità non retribuiti. I Comuni potranno decidere di utilizzarli di intesa con le prefetture. Basterà presentare il documento che viene loro consegnato due mesi dopo la presentazione della domanda in cui vengono indicati come «sedicenti» rispetto alle generalità fornite al momento dell'arrivo. Per favorire l'integrazione dei migranti nel tessuto sociale delle località in cui sono ospitati, i Comuni potranno predisporre progetti da finanziare con risorse europee.