In un atto di 5 anni fa Gabriele Defilippi descritto come «fragile e problematico»

Nino MateriSi complica la posizione di Caterina Abbattista, la mamma di Gabriele Defilippi reo confesso, insieme col suo amante Roberto Obert, dell'omicidio della professoressa Gloria Rosboch. Più passa il tempo, più si scoprono da parte della Abbattista bugie, coperture e, forse, qualche complicità. La madre di Gabriele-«Zelig» piange, si dispera dice di essere malata, vuole uscire dal carcere, dove è rinchiusa con l'accusa di concorso in omicidio. Dopo aver tentato di garantire un alibi al figlio nel giorno del delitto; dopo aver raccontato un sacco di frottole alla povera professoressa Rosboch; dopo aver detto il falso sugli orari della sua presenza in ospedale (dove lavora come infermiera), si scopre ora che - sempre lei - aveva tentato di opporsi a una visita psichiatrica sul figlio quando questi aveva 16 anni, ma già evidenziava gravi «disagi comportamentali». Segnali di malessere trascurati, con la conseguenza che Gabriele è arrivato oggi, all'età di 21 anni, con una forma mentis patologica che lo ha trasformato gradualmente da truffatore seriale in assassino. C'è un atto di citazione davanti al giudice in cui Gabriele, allora 16enne, viene descritto come «fragile e problematico». Tanto che il giudice dispose un esame psichiatrico sul giovane. Test al quale la mamma cercò vanamente di opporsi. L'episodio risale al 22 luglio del 2011. La madre di Gabriele, Caterina Abbattista, anche lei finita in carcere per concorso in omicidio, era andata a riprendere il figlio minore, avuto da una relazione precedente con un carrozziere, in officina dal padre. La donna si era presentata in carrozzeria con Gabriele e la sua fidanzata. Il figlioletto era col papà dalla sera prima. La Abbattista aveva sgridato l'ex sostenendo che fosse pericoloso lasciare giocare un bambino piccolo da solo nel cortile con un cane nei paraggi. Era nata una lite. La donna, secondo quanto riportato nelle carte, sarebbe stata ingiuriata. Anche Gabriele sarebbe stato insultato. «Se ti incontriamo per strada da solo ti sistemiamo, ti facciamo la mantella», gli sarebbe stato detto, secondo la versione della famiglia. In sede legale fu sottolineato come Defilippi fosse «già seguito dal servizio di psicologia di Castellamonte e di Rivarolo». Non è bastato a «guarirlo».